/ ARTICOLI

A Land Imagined: L’uomo contro l’uomo di Yeo Siew Hua vince il Pardo d’Oro 2018

È un noir ambientato a Singapore, nel mondo dell’edilizia, a guadagnarsi il premio più prestigioso del 71° Festival di Locarno. Un film che racconta con sguardo lucido l’inferno dei lavoratori senza diritti. E di abusi, si parla anche in M, di Yolande Zauberman pellicola a cui è andato il Premio Speciale della Giuria, un film durissimo incentrato sulle violenze pedofile che si consumano all’interno di una comunità di ebrei ultra ortodossi. Tarde para morir joven di Dominga Sotomayor si guadagna invece il Premio per la Miglior Regia. “I film premiati raccontano di un mondo dove l’uomo è ancora la misura di tutte le cose. La 71°edizione conferma che Locarno è un festival dove si progetta il futuro.” dice Carlo Chatrian.

I loro primi Quarant’anni

Duccio Chiarini presenta a Locarno il suo secondo film di finzione, L’ospite. Il ritratto di una generazione sperduta, alle prese con relazioni affettive, sessuali, amorose complicate. “Anche in questo film ho cercato di affrontare il tema della  complessità delle relazioni sentimentali utilizzando il punto di  vista di un uomo fragile, un uomo di quasi quarant’anni che rappresenta molti  suoi coetanei” dice il regista

Il primo squalo, non certo l'ultimo

Tra i classici (Lo squalo di Spielberg e i suoi seguiti), le imitazioni egregie (L’ultimo squalo di Castellari), le varianti weird e sopra le righe (i vari Sharknado di casa Asylum), vari documentari e le iniziative indipendenti come il Paradise Beach – The Shallows di un paio d’anni fa, si può dire che gli squali al cinema non passino mai di moda, specie in estate, dove la fanno da padrone atmosfere marittime e anche qualche brivido in più, col caldo, non guasta. Fa parte del filone anche Shark - Il primo squalo, in sala in questi giorni, diretto da Jon Turteltaub con protagonista l’action man Jason Statham

Diego Abatantuono: io buono, tutti gli altri cattivi

In anteprima a Locarno, in Piazza Grande, Un nemico che ti vuole bene, di Denis Rabaglia. A presentarlo Sandra Milo, Roberto Ciufoli e Diego Abatantuono che dice: “Mi piacciono i film in cui si cerca l’ironia ma senza perdere di vista il realismo. In questo caso il tema centrale è proprio quello della solitudine dell’individuo di fronte ad una realtà che ti può sempre stupire, celando nemici fra gli amici e viceversa"

Costanza Quatriglio: una storia vera, una favola d’amore e di speranza

Sembra mio figlio, fuori concorso al festival di Locarno, è il racconto di un’identità riconquistata con fatica e con dolore, e della silenziosa tragedia del popolo hazara. Vita e finzione si mescolano nel film, che uscirà il 20 settembre, per dare forma a una storia che arriva dritta al cuore, senza strategie, senza compromessi

Bonisoli: Cinecittà decisiva per l'industria culturale

Il ministro in visita agli studi di via Tuscolana: “Non ero mai stato a Cinecittà, un’esperienza quella di oggi che mi aiuta a capire quanto sia importante per lo Stato il ruolo di guida nel definire le politiche di sviluppo del sistema audiovisivo italiano. E Cinecittà è un tassello molto importante all’interno di questo disegno”

Dulcinea: il Don Chisciotte surrealista di Luca Ferri

Da Cervantes a Buzzati per una performance che attraversa il cinema, l’arte e la letteratura. Ferri conferma la sua vocazione al cinema di ricerca e annuncia il prossimo progetto con Antonio Rezza e Flavia Mastrella. “Sono onorato che due veri geni, come prova il loro recente Leone d’oro per il teatro, abbiano accettato di partecipare a questo nuovo film"

Likemeback, sperduti nel mare dei social network

Il secondo film di Leonardo Guerra Seràgnoli a Locarno 71, un racconto sugli usi e gli abusi del virtuale attraverso la storia di tre amiche in vacanza in barca. “Volevo raccontare quali possono essere le conseguenze dell’uso superficiale dei social media e i potenziali effetti nei rapporti d’amicizia di oggi, che sono caratterizzati da una promiscuità di relazioni reali e virtuali simultanee e complesse” dice il regista

 

Meg Ryan: quando Cukor mi insegnò la naturalezza

Il festival di Locarno premia con il Leopard Club Award l’attrice di Harry, ti presento Sally e di Insonnia d’amore, che durante la conversazione con il pubblico ricorda il suo maestro, George Cukor: “Diceva sempre, a tutti: non recitate! Smettetela di fingere, dovete essere, non annunciarvi. Ecco, questa è la mia stella polare ogni volta che, ancora oggi, mi sento in difficoltà”

Ad