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2017

16

febbraio

Milena Canonero: "Questo Orso è per Piero Tosi"

La costumista da Oscar alla 67ma Berlinale riceve l'Orso alla carriera, un riconoscimento di solito riservato a registi e attori, più raramente agli artisti che costruiscono il look del film, e dedica il premio a tutti i colleghi e specialmente a Piero Tosi, il suo maestro, il decano dei costume designer, classe 1927, collaboratore di Luchino Visconti e Vittorio De Sica. E rivela: "Avrebbe dovuto andare lui a Londra, a lavorare con Stanley Kubrick per Barry Lyndon, ma non parlava l'inglese e non amava volare. Penso che avrebbe dovuto essere lui qui stasera"
2017

16

febbraio

Festival del videogioco a Roma, 15-19 marzo

L'evento Let’s Play al Guido Reni District, presso l'ex caserma, è organizzato in collaborazione con l'Associazione Editori Sviluppatori Videogiochi Italiani e si propone come festival culturale e ludico dove istituzioni, operatori del settore e consumatori parleranno del futuro del videogioco in Italia. In programma anteprime, blockbuster games, console, tornei, panel, focus, workshop, laboratori. Luce Cinecittà è presente con uno stand che conterrà un’installazione interattiva realizzata dal regista Giancarlo Soldi, un prototipo per il futuro Museo italiano dell’audiovisivo e del cinema
2017

16

febbraio

Crazy for Football, diamo un calcio al disagio mentale

Arriva nei cinema con Luce Cinecittà il 20 febbraio, con un'uscita evento in 45 sale, il documentario sulla terapia col pallone, Crazy for Football di Volfango De Biasi, presentato alla scorsa Festa di Roma. Un film dal tono leggero con protagonisti dodici pazienti psichiatrici che giocano a calcio, uno psichiatra come direttore sportivo, un pugile ex campione del mondo come preparatore atletico. Per scoprire che lo sport può essere terapeutico, a volte anche più di un farmaco
2017

16

febbraio

Berlinale, i numeri e il mercato

Un bilancio parziale di questa edizione in termini di numeri (al termine del primo fine settimana un comunicato annunciava oltre 250mila biglietti venduti). In particolare risultano rilevanti le cifre di affluenza registrate dall’EFM, che ha attirato un numero di partecipanti maggiore rispetto allo scorso anno (9.640). Riflettori puntati sul Berlinale Co-Production Market, con l'assegnazione di ben tre premi in denaro ad alcune produzioni
2017

15

febbraio

Alex De La Iglesia: l’Inferno al Bar

Grandi applausi per Alex De la Iglesia e il suo sorprendente The Bar, fuori concorso alla 67ma Berlinale. Commedia nera, horror, thriller politico sulle strategie di sopravvivenza. Un gruppo di persone resta rinchiuso in una caffetteria di Madrid. Se escono, qualcuno gli spara addosso. La tensione sale e il gruppo comincia a capire di essere vittima di un misterioso complotto. “E’ una discesa all’Inferno – spiega il regista – ma alla fine non sopravvivono i buoni. Sopravvivono i manipolatori, anche se usano tecniche gentili”
2017

15

febbraio

Volker Schlöndorff, quanti rimpianti a Montauk

Tra l'autobiografia e l'omaggio a Max Frisch si muove Return to Montauk, il film di Volker Schlöndorff in concorso alla Berlinale con Nina Hoss e Stellan Skarsgård. Storia di uno scrittore sessantenne e dei suoi rapporti con le donne e con un passato incompiuto 
2017

15

febbraio

Amelie Rennt, avventura in Alto Adige

Amelie, 11 anni, è una ragazzina di città che vive divisa tra genitori separati. Costretta a entrare in una clinica in Alto Adige a causa della sua asma, Amelie si sente così umiliata da decidere di scappare. Amelie Rennt è un buon film per ragazzi, opera seconda di Tobias Wiemann, nella sezione Generation Kplus alla 67ma Berlinale, coproduzione Italia – Germania sostenuta da IDM Südtirol – Alto Adige Film Fund & Commission (BLS). Non privo di una certa eleganza stilistica, deve molto anche alle splendide ambientazioni alpine. Il resto lo fa una storia tenera, scritta da Natja Brunckhorst, che ricorda anche i grandi classici dell’avventura in montagna come Heidi e Belle et Sebastien
2017

14

febbraio

Catherine Deneuve: orgogliosa di aver ispirato 'La La Land'

Fuori concorso a Berlino Sage Femme di Martin Provost, con Catherine Deneuve e Catherine Frot. A Catherine Deneuve qualcuno chiede in conferenza se ha visto La La Land, dato che il regista Damien Chazelle si è ispirato chiaramente ai musical che l’attrice ha interpretato per Jacques Demy: “L’ho visto e l’ho trovato meraviglioso. E’ bello sapere di aver ispirato un giovane regista. Ho adorato interpretare il personaggio di Beatrice – continua –  anche se è diversa da me e come persona non mi piace. La relazione delle due donne supera il rapporto madre-figlia, c’è questa aggressività repressa che poi diventa delicatezza. La gentilezza, la generosità, è una storia sul perdono"
2017

14

febbraio

Aki Kaurismäki: "Restiamo umani, anche noi siamo profughi"

Molto applaudito in concorso The Other Side of Hope del regista finlandese, storia di due esistenze che si incrociano, quella di un profugo di Aleppo e quella di un commesso viaggiatore di Helsinki. Un film profondamente politico ma senza fare proclami. "Rispetto Angela Merkel perché, tra tutti i politici, è stata la sola che si sia interessata alla sorte di questi rifugiati. Se non coltiviamo la nostra umanità anche noi smetteremo di esistere. Anche noi siamo stati profughi...", dice Kaurismäki
2017

14

febbraio

The Lost City of Z: il ‘mea culpa’ nei confronti dell’Amazzonia

Arriva a Berlino The Lost City of Z, kolossal di James Gray sulla spedizione senza ritorno dell’esploratore Percy Fawcett alla ricerca di una civiltà sconosciuta. “Non volevo che fosse un film d’avventura puro, né cercavo un approccio di curiosità antropologica – dice il regista – è un film introspettivo e sulla tendenza colonizzatrice che è propria di tutti gli uomini, una sorta di ‘mea culpa’ per i danni apportati dagli europei alle popolazioni indigene”
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