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I Wonder World Sales debutta con Guzzanti, Soldini e Segre

Dopo aver portato nelle sale italiane titoli di autori importanti come Werner Herzog, Patricio Guzmán e Joshua Oppenheimer, la società guidata da Andrea Romeo guarda all'estero, dove esporterà - tra gli altri - Rome is burning, con cui Sabina Guzzanti esamina l'autodistruzione della politica italiana e Ibi, il nuovo lavoro di Andrea Segre, stavolta focalizzato sul fotografo e filmaker del titolo

Jupiter's Moon: il profugo volante

Torna a Cannes, stavolta in concorso, l'ungherese Kornél Mundruczó, con il suo settimo film, Jupiter's Moon, che affronta il tema drammatico delle migrazioni in chiave cristologica e con un profugo capace di volare. Confermando che una delle tendenze del momento è la commistione tra cinema d'autore e storie di super-poteri 

Okja tra applausi, polemiche e problemi tecnici

Okja, il primo dei due film Netflix in concorso, è al centro della polemica che sta diventando sempre di più il leitmotiv di questa 70ma edizione. In sala fischi e applausi in egual misura al comparire del logo della celebre piattaforma di distribuzione, che qui produce anche. Poi un problema tecnico: il formato è sbagliato. Qualcuno grida al sabotaggio. Il regista smorza i toni in conferenza: “Netflix mi ha dato grande supporto e per me non fa differenza, sono un fan di Almodovar quindi già che lo veda mi rende felice”

Herzog: "Tutti i miei film sono bavaresi, anche quelli in giro per il mondo"

L'indomabile Werner Herzog è tornato sulla Croisette per farsi onorare dai suoi pari con il premio Carrosse d'Or e regalare al pubblico un fiume di racconti di cinema, tra documentari e finzione. "Spesso questi film sono venuti verso di me con veemenza. Io non mi sono mai posto grandi domande e non mi sono mai dato l'obiettivo di spiegare la condizione umana, ma cerco di scavare a fondo e trovare l'estasi della verità". Alla Quinzaine des Realisateurs il cineasta ha riproposto Cattivo tenente - Ultima chiamata New Orleans

Sicilian Ghost Story, fiaba nera siciliana

Una favola noir criminale apre la Semaine de la Critique, Sicilian Ghost Story di Fabio Grassadonia e Antonio Piazza che tornano sulla Croisette dopo il loro esordio con Salvo. La pellicola, già nelle sale con Bim, racconta, sublimandola, una delle più efferate storie di mafia, quella del rapimento di Giuseppe Di Matteo, tredicenne sequestrato e brutalmente ammazzato nel tentativo di far tacere suo padre, collaboratore di giustizia 

Loveless, un divorzio senza pietà

I primi due film del concorso di Cannes 70 - Loveless e Wonderstruck - hanno per protagonisti ragazzini di 12 anni in fuga. Ed è interessante confrontare la visione lirica e per certi versi fiabesca di Todd Haynes, con quella disperata e politica del russo Andrej Zvyagintsev. Leone d'oro a Venezia nel 2003 con Il ritorno, il cineasta parte dalla vicenda di un divorzio per mostrarci un paese che ha perso la capacità di amare. In primo luogo se stesso

Wonderstruck: Todd Haynes e Julianne Moore di nuovo insieme

Applausi per il secondo film del concorso, Wonderstruck di Todd Haynes, che torna sulla Croisette dopo il successo di Carol un paio di anni fa. Basato su un libro di Brian Selznick (autore anche della sceneggiatura) racconta la storia alternata di due bambini sordi in due epoche diverse alla ricerca delle proprie radici. Nel cast Julianne Moore - che torna a lavorare con il regista a quindici anni da Lontano dal Paradiso - Michelle Williams e l’ esordiente, giovanissima e intensa attrice sorda Millicent Simmonds

Vanessa Redgrave in prima linea per i rifugiati

L'ottantenne attrice britannica porta al Festival di Cannes come evento speciale Sea Sorrow, documentario sulla crisi dei rifugiati in cui mostra la Giungla di Calais, le testimonianze drammatiche di alcuni migranti e le insufficienti risposte della politica, tessendo un filo logico e narrativo che la porta anche dalle parti di Shakespeare

Questione Netflix: Almodovar vs. Smith (e Sorrentino tace)

Non parla il regista italiano alla conferenza stampa di Cannes. Non concede dichiarazioni nemmeno all’uscita. Molto vivace invece la discussione tra il presidente Pedro Almodovar e il giurato Will Smith, sulla questione Netflix. Almodovar giudica "paradossale dare la Palma a un film che non va in sala", mentre Smith sembra più a favore, sostenendo che le nuove piattaforme non nuocciano alla visione sul grande schermo

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