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Il ministro Bray fa la sua prima apparizione ufficiale davanti al mondo del cinema italiano riunito al Quirinale per una tradizione che si ripete sempre uguale, la presentazione al presidente della Repubblica dei candidati al David di Donatello. E, per una volta, il clima non è da apocalisse incombente, con minacce di tagli. “Non avevo mai sentito parole così incoraggianti da un ministro”, commenta Toni Servillo, candidato per il ruolo “politico” in Viva la libertà: un leader della sinistra depresso e incapace di farsi amare dagli elettori e un fratello gemello mentalmente disturbato ma creativo e affascinante. Stasera in diretta su Raiuno sapremo chi sono i vincitori di questa 57° edizione, nella cerimonia condotta da Lillo & Greg. Intanto dalle parole di Napolitano, di cui Gian Luigi Rondi ha elogiato con calore la scelta di non abbandonare l’incarico, abbiamo avuto la conferma che il cinema italiano è in un momento positivo nonostante la crisi. “Viviamo tempi difficili – ha detto il presidente – ed è molto importante che vi presentiate con questa ricchezza di temi e di generazioni”. Napolitano si è detto contento del premio alla carriera allo sceneggiatore Vincenzo Cerami, che non ha potuto essere presente per problemi di salute, e della candidatura a Bernardo Bertolucci, salutato da una standing ovation. “Ma mi fa piacere che accanto a loro ci siano tanti giovani uomini e donne. Nelle istituzioni – ha proseguito Napolitano - ci deve essere consapevolezza di ciò che il nostro cinema rappresenta nel mondo. Non bisogna perdere la dimensione comunitaria, l'esperienza dei circoli del cinema è stata importante nella diffusione dell’amore per i film, che devono essere visti nel buio della sala e non a casa sul televisore”.

Più concretamente il presidente ha esortato a uno sforzo economico per il sostegno al cinema: "Sappiamo che le competenze del ministro Bray non sono le stesse di chi ha i cordoni della borsa e quando ci sono poche risorse scegliere le priorità è difficile”, ha detto, auspicando, per il rilancio del settore, un’azione congiunta del ministro della Cultura e di quello dell'Economia Fabrizio Saccomanni su tax credit e Fus. Qualche parola, e una nota critica, anche sulla nostra presenza all’estero nei festival: “Dobbiamo offrire il meglio nelle vetrine internazionali”.

Quanto a Bray, nel suo discorso ha evocato il ruolo di memoria storica del paese per il cinema, citando Jean-Luc Godard: “la televisione cerca l'oblio, il cinema coltiva la memoria”. “Il cinema è arte, artigianato e lavoro grazie al quale possiamo sentirci orgogliosi del nostro paese”, ha aggiunto, ricordando con piacere la sua recente visita sul set del nuovo film di Ferzan Ozpetek a Lecce. “Alla crisi il cinema italiano ha sempre saputo reagire. Bisogna trovare tutte le risorse per il Fus, fare sistema. Occorre ridare fiducia ai giovani e in questo il binomio cultura-turismo è una grande opportunità per favorire la crescita e l’occupazione”. Poi, a margine dei discorsi ufficiali, ha accennato alla necessità di armonizzare, all’interno del governo, le varie spinte anche in merito al tema caldo dell’eccezione culturale, oggi al centro dell’agenda di Bruxelles. "La mia posizione – dice Bray - l'ho chiarita anche a Bruxelles, ed è che la cultura è una peculiarità e che il governo deve fare di tutto per considerarla come tale".

 

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