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29/10/2008

L'impotenza dell'Onu nel massacro di Srebrenica

[di Cristiana Paternò]

"Dopo la seconda guerra mondiale pensavamo che non potesse più accadere, invece è successo di nuovo". Giacomo Battiato non contiene l'indignazione per il massacro di Srebrenica: 8.000 civili, tutti maschi, tra i 7 e i 70 anni, furono uccisi nel luglio del '95, nel giro di quattro giorni, dai serbo-bosniaci. Sepolti in fosse comuni, vennero più tardi riesumati, smembrati e spostati in altre fosse per rendere più arduo il lavoro di recupero dei cadaveri. "Per i musulmani - dice ancora il regista - non c'è lutto né pace finché il morto non ottiene sepoltura".

 

Resolution 819, in concorso al Festival di Roma, ricostruisce questa vicenda attraverso la storia di un uomo, il giovane poliziotto che ebbe l'incarico di indagare su questa operazione di pulizia etnica. Il commissario della polizia francese, Jean René Ruez, si offrì volontario per coordinare l'inchiesta per conto della Procura dell'Aja iniziando, poco dopo la strage, a raccogliere indizi, vagliare testimonianze dei sopravvissuti, soprattutto donne, che spesso erano state stuprate, catalogare i reperti, e soprattutto cercare i resti dispersi in un vasto territorio, "ascoltare l'urlo delle ossa". Nel film è Benoit Magimel (La pianista) a dare vita all'uomo che ha dedicato sei anni della sua vita a questa inchiesta. "Per me, che all'epoca avevo vent'anni e non sapevo nulla di questa storia, è stato uno shock che questo sia accaduto a due ore d'aereo da Parigi", racconta l'attore.
Il film si basa su un imponente e accurato lavoro di documentazione. "Quello che si vede è tutto vero e allora perché non fare un documentario? Perché un documentario si limita a informare sui fatti, mentre una fiction tocca le emozioni e coinvolge", sostiene ancora il regista. Che lancia con le sue immagini una precisa accusa all'immobilismo dei caschi blu. "Per mesi Mladic ha circondato l'enclave di Srebrenica, che era protetta dalla risoluzione 819 dell'Onu. Gli olandesi chiedevano di bombardare gli assedianti, ma non è stato fatto, per pigrizia, per assenteismo, per la convinzione che una forza di pace non debba attaccare. Non sono un politico, ma da uomo comune dico che tutto quello che è avvenuto poteva essere evitato. E purtroppo la storia si ripete: il comandante generale dell'Onu in Congo si è dimesso perché è incapace di fermare le stragi".

 

Tra i produttori, l'italiano Sergio Castellani di Filmmaster Group, che spera di trovare presto un distributore nel nostro paese "perché è importante che tutti vedano questo film". Mentre il francese Georges Campana - che ha prodotto insieme ai polacchi e con il contributo di Canal Plus - spiega che Resolution 819 sarà proiettato a novembre a Sarajevo. Da lì vengono molti degli attori. E rivela che è stato difficilissimo trovare un interprete per il ruolo di Mladic. "Nessun attore serbo voleva questo ruolo, forse anche perché il 30% della popolazione pensa ancora che sia stato un eroe".  

 

E' stata grande l'emozione provata da Ennio Morricone, che ha composto le musiche. "Avevo composto 'Voci dal silenzio' per le vittime dell'11 settembre e di tutte le stragi, ma quando ho visto questo film ho avuto un nodo alla gola - ha spiegato il compositore Premio Oscar - e credo che Resolution sia molto vicino a La battaglia di Algeri di Gillo Pontecorvo, hanno in comune la presenza della Storia vissuta nella sua tragicità e attraverso una singola vicenda".

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