Ti trovi in: RSS - Home / dossier  

dossier

18/10/2009

Olmi e i cinque motivi per bere vino

[di Stefano Stefanutto Rosa]

Recita un antico detto popolare: "Dove c'è vigna c'è civiltà". Ed è questa la filosofia del documentario Rupi di vino firmato da Ermanno Olmi che, dopo il suo lungometraggio Centochiodi (2007), è tornato al genere cinematografico che lo ha visto muovere i primi passi, realizzando di recente Terra Madre, ispirato al Forum che Slow Food organizza ogni due anni a Torino e alle tante forme di agricoltura tradizionale rispettosa della natura, nonché biologica.

In Rupi di vino, visto a L'Altro Cinema-Extra, Olmi conferma ancora una volta il suo profondo legame e amore per la terra e i contadini che la lavorano. L'avvio è dato dallo scrittore Mario Soldati che nel 1983 raccontò nel libro 'L'avventura in Valtellina' il suo viaggio in questa regione alpina, per lo più in provincia di Sondrio, ove scorre fiume Adda. Sono le parole di Soldati a commentare le immagini, girate nelle diverse stagioni, dei vigneti strappati alla montagna grazie alla tecnica dei terrazzamenti e dei muretti a secco, tramandata da secoli.

Olmi fotografa con intensa partecipazione e sensibilità questo paesaggio - la più vasta area europea terrazzata a mezza costa - e l'uomo che lo ha creato e curato di generazione in generazione.

Il regista, purtroppo non ha potuto accompagnare a Roma il suo documentario, e ha affidato a un vecchio amico un messaggio letto al pubblico prima del buio in sala: "Chi fra noi, cittadini comuni, ha ancora un rapporto diretto partecipe col mondo del vino? Credo, oramai, solamente quei pochi che il vino lo coltivano, ne curano i frutti e lo producono. Per il cittadino comune, ossia il cittadino metropolitano, l'approccio al vino è con gli scaffali espositivi: la bottiglia da rigirare tra le mani, anche se dall'etichetta non si capisce molto... In passato invece non era così".

 

Il risultato finale di Rupi di vino è una dichiarazione d'affetto e la testimonianza di un 'bene pubblico' che per la sua bellezza e originalità meriterebbe, sottolinea il regista, la candidatura per il riconoscimento da parte dell'Unesco quale Patrimonio mondiale dell'umanità.
Ma Olmi vuole anche sensibilizzarci con Rupi di vino sulla necessità sia di salvaguardare la viticoltura in Valtellina, testimonianza di rispetto dell'ambiente e di valorizzazione del territorio, sia di rafforzare la comunità contadina preservandone i valori identitari e culturali.

In chiusura, con ironia, è la voce di Olmi stesso a ricordarci i cinque motivi per bere, citando Oddone Colonna, Papa Martino V (1431): "L'arrivo di un amico, la bontà del vino, la sete presente e quella che verrà, e qualunque altro".

 

 

Torna all'inizio dei contenuti





Siti correlati