Con due film in concorso l'Italia è
protagonista al Festival di Torino, edizione
numero 27, la prima di Gianni Amelio. Il
regista calabrese raccoglie l'eredità di Nanni
Moretti di buon grado ma con una certa consapevolezza:
"Lo ringrazio per la grandissima visibilità che ha dato al
festival, io non sono lui, ma ce la metterò tutta per dare
un contributo diverso". In particolare con una grande
attenzione alle tante anime del cinema mondiale: "Cerco di non
essere troppo legato a una visione ristretta, legata al mio
gusto di regista. In questi mesi mi sono trasformato in
spettatore innamorato... Ho visto circa 600 film dei 3.500
visionati dal gruppo dei selezionatori e dal vicedirettore
Emanuela Martini. Alla fine in concorso ci
sono 16 titoli da 13 paesi, tutte opere prime e seconde, a
parte un'opera terza, tre americani e due italiani dopo tre
anni in cui l'Italia mancava dalla competizione".
Si tratta di La bocca del lupo di
Pietro Marcello, autore molto apprezzato,
all'opera seconda dopo Il passaggio della linea, che
l'anno scorso fu candidato al David e vinse il premio
Pasinetti, una storia d'amore tra documentario e poesia nella
Genova dei caruggi (vedi intervista su CinecittàNews) e
Santina di Gioberto Pignatelli,
cronaca dell'omicidio di una prostituta, ispirato ad alcune
pagine del grande romanzo di Elsa Morante "La
storia", in una Roma pagana e tragica, tra contaminazioni
teatrali e figurative. Presidente della giuria internazionale,
lo sceneggiatore Sandro Petraglia (con Amelio
ha collaborato spesso, per esempio per Il ladro di
bambini e Le chiavi di casa).
Il festival si inaugura il 13 novembre con Nowhere
Boy di Sam Taylor Wood, artista visiva
americana su un episodio dell'adolescenza di John
Lennon e Paul McCartney, dal libro
della sorellastra di Lennon. Nowhere Boy fa parte
della nuova sezione "Festa Mobile", che raccoglie il fuori
concorso e prende il suggestivo titolo dalle memorie sugli anni
parigini di Hemingway. È un grande contenitore dove
troviamo veramente di tutto, film magari già visti in
altri festival ma da non perdere (l'Orso d'argento di Berlino
Gigante, lo sconvolgente Kinatay di Brillante
Mendoza dal concorso di Cannes, Welcome di Philippe
Lioret, ancora da Berlino 2009) ma anche molti italiani, La
cosa giusta di Marco Campogiani, storia
di poliziotti e terrorismo islamico con Ennio
Fantastichini e Paolo Briguglia,
presto nelle sale con Cinecittà Luce;
La bella gente di Ivano De Matteo
thriller torbido in ambientazione borghese con Monica
Guerritore, Antonio Catania ed Elio
Germano; La straniera di Marco
Turco ancora una storia d'immigrazione, dal romanzo
dell'iracheno Younis Tawfik, il documentario
di Stefano Mordini Come mio padre sul
rapporto padri e figli. Qui troviamo anche i due vincitori
del neonato Premio Gran Torino: Emir Kusturica
e Francis Ford Coppola. Il primo porta la
versione integrale, inedita in Italia di Underground,
una visione di quasi sette ore; mentre Coppola, premiato per la
sua casa di produzione, la Zoetrope, presenta tre film, il
più recente Tetro Segreti di famiglia, che esce
nelle sale il 20 novembre con BIM ed era già stato alla
Quinzaine di Cannes, il mitico Rumble Fish (1983),
progenitore di Tetro, esempio di sperimentazione
visiva; e Scarpette rosse di Powell e Pressburger
(1948) un classico che il regista americano ha amato
moltissimo. Un'intera sezione, del resto, è dedicata alle
genealogie cinematografiche con sei registi italiani che
mostrano il film che li ha spinti a fare cinema: Paolo
Sorrentino, Gianni Zanasi, Mario Martone, Davide Ferrario,
Matteo Garrone, Marco Bellocchio. Si chiama "Figli
& Amanti", come il romanzo di D.H. Lawrence perché
parla di passioni e colpi di fulmine, in parte anche inattesi,
come quello che lega Sorrentino a Roma di Fellini o
Bellocchio a Giuseppe Verdi di Carmine Gallone.
Mario Monicelli invece presenta il restauro a
cura della Cineteca di Bologna del suo Risate di gioia
(1960).
Altra novità di quest'anno è il Premio
Cult, 20mila € che vanno al miglior
documentario, un premio trasversale, che vede in competizione
14 film, tutti stranieri, con autori come Jonathan
Demme e Pedro Costa. Per la
produzione nazionale c'è la storica sezione "Italiana.doc"
con 14 titoli e le pillole da 3 minuti Fromzero Storie
dalle tendopoli, realizzate nell'Abruzzo
post-terremoto. "Onde" è la sezione delle scoperte e
dell'innovazione con vecchie conoscenze cinefile come
Naomi Kawase, la
coppia Gianikian-Ricci Lucchi (che porta
un diario dalle feste dell'Unità dell'89) ancora
Pedro Costa. Le retrospettive principali sono
dedicate a Nagisa Oshima e Nicholas
Ray. Per un programma più dettagliato (i film del
TFF sono ben 254, in controtendenza con le scelte di
asciuttezza di altre rassegne) rimandiamo alla nostra scheda festival.
Infine una battuta di Gianni Amelio sull'affollamento dei
festival. "Quando si apre una nuova libreria in una via dove ce
n'è già un'altra, trovo che sia un fatto positivo.
Quello che mi spaventa è che ci siano più festival
che film o che non nascano abbastanza opere. L'importante
però è darsi una chiara identità e quella di
Torino credo che sia inscalfibile".
"Nowhere Boy", ritratto dei Beatles da cuccioli
Archivio Luce, un patrimonio per i documentaristi
Festa mobile per Ozon e Biniez
Garrone: io la conoscevo bene, una protovelina
Il Principe e Cenerentola, immigrati a Torino
Il mestiere di papà ieri e oggi
John Lennon diviso tra due madri. E Yoko Ono approva
L'impegno di Oshima svelato a Torino
La prima volta dell'Italia con "La bocca del lupo"
La puttana "Santina" nella Roma di Elsa Morante
Nord, verso l'Artico con la Sacher
Quanto è brutta la bella gente
Quella radio libera che trasmetteva dalla canonica
Sorrentino felliniano non parla di Sean Penn
Tre personaggi per un Doc: il pugile, la badante e il comunista
Torino Film Festival, la scheda
Emir Kusturica: "Alla rivoluzione con Johnny Depp"
Francis Ford Coppola: "Gomorra"? Una brutta esperienza
Marco Bellocchio: l'ora di religione non fa per me
Marco Campogiani: una commedia amara sul dopo 11 settembre
Stefano Savona: "Dentro il lager di Gaza"
"Piombo fuso", dopo Locarno al TFF
"Welcome" in sala l'11 dicembre
1 milione € per il TorinoFilmLab
10:09 - Wes Anderson in versione animata
10:34 - "La bocca del lupo" distribuito da Bim
10:40 - Cantastorie africani per "La straniera"
11:50 - Apertura TFF con protesta dei centri sociali
12:45 - Amelio: “TFF aperto alla città e alle famiglie”
14:40 - DVD d'autore con Eskimo
15:04 - Monografie di Ray e Oshima alla FNAC di Torino
15:44 - Due documentari per Sergio Basso
16:33 - Petraglia e "L'Educazione siberiana"
17:08 - Viaggio nel mondo del remix
17:46 - TFF: 18.000 presenze nei primi tre giorni
17:49 - TFF: il cinema è sempre al centro?
17:50 - Maya Sansa tra Albert Camus e Silvio Muccino
18:18 - The Cambodian Room: sesso, droga e fotografia
18:31 - Tavola rotonda su Nagisa Oshima
18:55 - Il Nashville romagnolo di Gianikian&Ricci Lucchi
19:38 - Il Premio Cipputi "resiste"
19:43 - Rondi: "Non c'è polemica con Amelio"
20:46 - TFF aderisce all'appello per i registi iraniani
9:53 - Kusturica a Torino con "Underground" integrale
Amelio: "Concilierò l'incarico di direttore del TFF con il mio nuovo film"
Amelio: TFF molto vicino alle precedenti edizioni
Bellocchio e il laboratorio del CSC
Charlotte Rampling e l'orgoglio di Oshima
Cinecittà Luce si presenta al Torino Film Festival
Coppola-Benigni, incontro a sorpresa
Ferrario: "Il film tv su Buscaglione non sarà un biopic"
Gianni Amelio attore per Kusturica
Gianni Amelio in Algeria per “Il primo Uomo”
Gianni Amelio neodirettore del TFF
Grandi affari al "Torino Film Market"
Lennon adolescente apre Torino Film Festival
Marina Piperno, da Birkenau al cinema "indie"
Martone: "Più amante di Monteiro che figlio"
Pietro Marcello verso un premio al TFF
TFF: assegnati i Production e i Development Awards
Torino "scavalca" Roma? Amelio: "Decideremo"
Torino FF 2010 slitta a fine novembre
Torino, nasce il Premio 8½ e va a Emir Kusturica
Zanasi polemico con la tv italiana