Dopo due anni di attesa, uno solo per aspettare
il fondo per la distribuzione, esce domani nelle sale, in una
ventina di copie, il film di Pasquale
Pozzessere La porta delle 7 stelle, prodotto
dallo stesso regista con Renata Rainieri, grazie ai fondi
ministeriali, e distribuito da Italgest Video.
Nel cast figurano Sabrina Colle, Stefano Dionisi, Stefano
Pesce, Cosimo Fusco e Mario Scarpetta, da poco scomparso. Dopo
aver lamentato i tagli subiti dai fondi pubblici per il cinema,
il regista ha sottolineato che la storia, scritta insieme con
Ugo Leonzio, è stata pensata per l'attore Stefano Dionisi,
"per i suoi complessi profili psicologici e per certe sue
esperienze, soprattutto interiori, che fanno parte di questo
film",.
"L'aspetto più profondo e inquietante del protagonista
David, e quello che lo avvicina a Siddharta, è la sua
ansia di sperimentare il nuovo, di spingersi oltre confine,
un'inesauribile spinta interiore dovuta al trauma subito della
misteriosa morte della madre, un'antropologa assassinata in
India" spiega Pozzessere.
La porta delle 7 stelle è soprattutto una
storia d'amore, incentrata sul protagonista, che s'ispira alla
figura di Siddharta nella sua ininterrotta costruzione di
qualcosa che, alla fine, puntualmente non gli interessa
più. David è un uomo di successo, esprime il suo
talento in diversi campi, è giovane, colto, attraente e
con disinvoltura passa dall'amore per il pianonoforte al lavoro
di pilota, a quello di ricco manager che conosce la corruzione,
la usa, ma solo a fin di bene, per aiutare i Paesi
poveri.
David si divide tra la seduzione di due donne:
Irina (Pilar Abella), che rappresenta la forma pagana, non
sentimentale, dell'Eros, e Arianna (Sabrina
Colle) che è il suo doppio. "Anche Arianna - ha
spiegato la Colle - è rimasta turbata dalla morte
prematura del padre, dalla violenza del suo suicidio. Tra
i due l'attrazione è profonda, ma si sfuggono, i loro
sentimenti restano congelati dal trauma. Non riescono più
a dare amore, nemmeno quando lo provano.
Finché qualcosa si muove dentro di loro".
Per Stefano Dionisi il film è elegante,
profondo, originale e semplice: "Arriva in maniera diretta allo
spettatore e la tensione non cala mai. E' un film importante,
perché ritrovo molte esperienze personali in questa
storia. Con la regia di Pozzessere ho interpretato anche il
film tv, Lucia, insieme a Sabrina Ferilli. Ora sto
lavorando sul set del regista francese J. Louis Guillermou, nei
panni di Antonio Vivaldi. Al mio fianco un attor del calibro di
Michel Serrault".