"Sono già state fatte tantissime
supposizioni, in questi 5 anni, su ciò che è accaduto
davvero l'11 settembre 2001. Con Zero noi non vogliamo
fare una ricostruzione degli eventi, ma porre delle domande. Ci
sono più di 200 questioni a cui il rapporto della
Commissione ufficiale d'inchiesta americana non ha dato
risposta, oppure lo ha fatto in modo palesemente falso. E' su
quelle che vogliamo di nuovo interrogarci." Così
Giulietto Chiesa, giornalista e parlamentare
europeo, presenta alla stampa il documentario Zero -
Inchiesta sull'11 settembre, di cui è autore con
Franco Fracassi. Un film destinato alle sale
cinematografiche che sintetizza in circa due ore e sette
"capitoli" - da "Come e perché sono crollate le Torri
Gemelle?", a "Cos'è accaduto al Pentagono?" a Cos'è
Al Qaeda?" - le informazioni raccolte durante una lunga
ricerca della verità riguardo al tragico evento che ha
cambiato il corso della storia contemporanea.
Da un materiale "grezzo" di oltre 100 ore di interviste originali, ricostruzioni in 2d, 3d e cartoni animati e passaggi narrati da attori come Lella Costa e Dario Fo (a cui è affidato, nella sigla iniziale, il resoconto della versione ufficiale degli Usa in merito agli attacchi terroristici), gli autori promettono un quadro generale composito e scottante. 90 le persone intervistate nel corso di una ricerca internazionale che dura da diversi mesi. Da William Rodriguez, portiere del WTC che l'11 settembre ha salvato decine di persone e che testimonia di un'esplosione avvenuta nei sotterranei prima dell'impatto dell'aereo, a Michael Springmann, ex-console Usa a Jeddah, in Arabia Saudita, consolato che ha rilasciato il visto statunitense a 15 dei 19 dirottatori. O anche Sibel Edmonds, ex-traduttrice per l'Fbi, licenziata e perseguita dalla legge dopo aver rivelato che il Bureau sapeva in anticipo degli attentati e ora a capo dell'Associazione americana di "gole profonde", la "National Security Whistleblowers Coalition".
Attualmente al montaggio, il film - dal budget di circa
mezzo milione di euro e realizzato in buona parte grazie
all'azionariato popolare - dovrebbe essere pronto nel giro di
due o tre mesi, per poi uscire sul grande schermo. Sempre che
le trattative in corso con vari distributori, anche
internazionali, vadano in porto. "Abbiamo deciso di palesarci e
parlare alla stampa prima che il film sia pronto - ha
spiegato il regista Franco Fracassi - per evitare sorprese
in futuro", alludendo a possibili blocchi, pressioni,
oscuramenti. Dopodiché è già in previsione
l'uscita in Dvd con un ricco extra che contiene argomenti
toccati solo marginalmente dal documentario, come la giornata
di Bush, l'antrace o il disastro ambientale a Manhattan dove,
dichiara Fracassi, 13mila persone stanno per morire a causa
delle polveri sottili diffuse il giorno degli attentati. E poi
un libro, edito da Piemme, che uscirà entro l'estate e
sarà dedicato in gran parte al comportamento dei media,
con numerosi saggi di autori internazionali.
Ma perché il titolo Zero? "Volevamo ripartire da
zero e fare tabula rasa di tutte le conoscenze acquisite in
questi anni sull'11 settembre - ha dichiarato
Fracassi - Per poi mettere in piedi un'inchiesta
giornalistico-giudiziaria affidandoci a testimoni, fonti
primarie ed esperti e a un rigorosissimo confronto delle
informazioni". Con l'obiettivo, come ha annunciato in
conclusione Giulietto Chiesa, "di riaprire la commissione
d'inchiesta, se non statunitense, almeno a livello di comitato
internazionale europeo. Per smascherare le menzogne da cui poi
è nata la guerra".