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29/3/2010

"Sul mare", dedicato a Troisi

[di Cristiana Paternò]

"Dedico questo film a Massimo Troisi, uno dei più grandi, che purtroppo abbiamo perso troppo presto. Anche lui, come Gadda e Pasolini, era innamorato dei colori delle lingue dialettali". Così Alessandro D'Alatri rende omaggio al grande attore napoletano. Nel suo film Sul mare, tratto dal romanzo "In bilico sul mare" della scrittrice ed ex collaboratrice del grande comico, Anna Pavignano, si respira in certi dialoghi un'atmosfera alla Troisi, quasi un retrogusto, specialmente nel personaggio di Capadiciuccio, un barcarolo di Ventotene amico del protagonista. Lo interpreta Raffaele Vassallo, giovane attore e neomelodico. "Raffaele - dice Anna Pavignano - non ha certo imitato Massimo, ma gli somiglia, c'è in lui un'eco però con una sua autenticità". E il regista aggiunge: "Il personaggio di Capadiciuccio, nel libro, è tarchiato e senza capelli, ma ho deciso di discostarmene perché Raffaele era fantastico, anche in lui, come in tutti gli attori del film, c'era una sorta di verginità".

 

Girato in HD con una Sony che costa 8mila €, con interpreti sconosciuti (Dario Castiglio e Martina Codecasa), Sul mare racconta una storia d'amore tra due ventenni allontanandosi dal filone giovanilistico. Per il regista di Casomai è quasi un nuovo esordio. "Volevo tornare a respirare, senza la paura di sbagliare che spesso mortifica il nostro cinema". La Warner ha aderito al progetto della Buddy Gang, la casa di produzione di cui D'Alatri è socio, credendoci tanto che farà uscire il film per Pasqua, in 250 copie. Con la sua struttura "leggera", Sul mare ha comunque un'impalcatura solida alle spalle, "una concentrazione di David di Donatello e Nastri d'argento nel cast tecnico-artistico". E una brava scrittrice come Anna Pavignano. Proprio dal suo romanzo (edizioni e/o, pp. 139, € 14) è venuta l'idea del film. "L'ho letto quando era ancora un manoscritto e ho pensato che fosse adatto a sperimentare". E anche a trattare temi forti, come le morti bianche. Perché il protagonista Salvatore, che d'estate porta i turisti in giro per l'isola sulla sua barca, d'inverno lavora nei cantieri. Lavora al nero insieme a gente venuta dall'Africa o dall'Est. E rischia una morte che chiamano bianca. "All'inizio avevo in mente proprio questo gioco di parole e la consapevolezza che normalmente non viene mai raccontata la vita che si interrompe con quelle morti causate da incuria delle leggi", spiega la scrittrice. Così anche il film è costruito tra due voli nel vuoto di Salvatore. "Il cinema italiano - dice D'Alatri - ha sempre affrontato temi importanti con la commedia, da Una vita difficile a Il vigile".

 

Poi c'è il D'Alatri scopritore di talenti, da Sabrina Ferilli a Fabio Volo. Martina Codecasa ha una bellezza inconsueta, che ricorda quella di Stefania Rocca, e dice: "Il mio personaggio, la ragazza del Nord che aspetta l'ammissione all'Erasmus e non lascia il fidanzato che ha a Genova, potrebbe risultare antipatica, ma sta male". Dario Castiglio, figlio di Peppino Di Capri, ha superato un lungo provino in cui doveva sentirsi proprio come Salvatore, "un ragazzo che non ha la patente e non usa internet, che vive su un'isola con un'innocenza ormai sepolta ovunque in Italia sotto montagne di detriti", spiega il regista. "Però ha una famiglia forte, radicata nelle tradizioni, eppure anche capace di grande apertura", come quando la madre esce di casa per lasciare i due innamorati liberi.

 

Sul mare - che ha avuto il suo battesimo alla Nuct a Cinecittà - è anche su facebook e sta girando nelle università per trovare il suo pubblico. "Ma non è un film solo per i giovani - avverte Anna Pavignano - perché parla di sentimenti in modo approfondito e questo non avviene quasi mai".  

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