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10/7/2008

BUSINESS

18:11 - Fiction, un affare da 740 milioni di euro

Un'industria in crescita, che vanta 740 milioni di fatturato. E' questo il dato più rilevante emerso stamane al RomaFictionFest durante il convegno "Fiction italiana: il futuro è un diritto". Davanti a tanti addetti ai lavori tra cui i presidenti di Rai e Mediaset, Claudio Petruccioli e Fedele Confalonieri, si è parlato anche di un investimento medio nel prodotto inferiore rispetto all'Europa e soprattutto dell'allarme sulla gestione dei diritti, settore nel quale i produttori indipendenti chiedono di entrare a pieno titolo. Inoltre stando ad una ricerca curata dall'Istituto di economia dei media della Fondazione Rosselli, riportata dall'Ansa, tra il 2002 e il 2007 le imprese attive nella produzione audiovisiva risultano 789, 158 delle quali si occupano di fiction (118, cioé il 75%, concentrati nel Lazio). Il fatturato globale delle società che si occupano di produzione di fiction ammonta, nel 2006, a circa 740 milioni (+5.7% rispetto all'anno precedente e +37% rispetto al 2002). Sempre stando ai dati, in Italia la fiction occupa il 19.2% del totale della programmazione, un dato che si colloca a metà strada rispetto al resto d'Europa (più di Francia e Regno Unito, molto meno di Germania, Danimarca e Austria), ma la quota di fiction made in Usa importata è più alta che altrove. Gli investimenti (469 milioni di euro nel 2006) sono in linea con gli altri Paesi europei, ma rappresentano il 50-55% dei ricavi, dato inferiore rispetto alla media estera. Di qui l'allarme diritti lanciato dai produttori indipendenti: "La nostra attività è precaria - ha detto il presidente dell'Apt, Fabiano Fabiani - perché al produttore non rimane nulla, né di materiale né di immateriale. La perdita di ogni forma di diritto sull'opera compromette la possibilità di creare una library su cui fondare autonomia finanziaria e capacità di investimento". Segnali positivi arrivano dall'Autorità per le garanzie nelle Comunicazioni, che sta predisponendo il nuovo regolamento in materia di diritti residuali ovvero quelli che spettano al produttore indipendente dopo lo sfruttamento dell'opera da parte dei broadcaster.

 

La conclusione ai due presidenti dei network più forti in Italia. Per Petruccioli: "Bisogna ragionare ormai in termini di partnership tra braodcaster e produttori: la via negoziale e contrattuale è quella da seguire per avviare un processo virtuoso, senza aspettare l'evoluzione normativa". Secondo Confalonieri, "il produttore deve essere capace di mettersi in gioco", ma è anche "fondamentale il brand e la qualità del prodotto. Valsecchi, per esempio, ha realizzato i Ris, una fiction venduta anche all'estero".

[di Val. Ne. ] tutte le news

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