"Fa piacere ricevere un premio internazionale che
dedico a tutti coloro che hanno lavorato per
Galantuomini. Il personaggio di Lucia, la capoclan
della Sacra Corona Unita l'ho costruita insieme al
produttore Fabrizio Mosca e al regista Edoardo Winspeare,
quando ancora era un progetto, c'era tra noi un'energia
finalizzata verso un obiettivo comune", così una
soddisfatta Donatella Finocchiaro che ha
ricevuto il Marc'Aurelio per la migliore interpretazione
femminile.
Il regista Giacomo Battiato è invece sorpreso che il suo Resolution 819, che definisce "un cazzotto nello stomaco", abbia ricevuto il Premio del pubblico. La ragione di un consenso così ampio? "Il valore di un film, come diceva il regista russo Andrej Tarkovskij, è profondamente legato alla motivazione che ha spinto il cineasta a realizzare la sua opera - dice Battiato - Credo che il pubblico abbia capito e sostenuto la mia motivazione nata dalla rabbia e dall'orrore di quel che è accaduto a Srebrenica".
Il regista afghano Siddiq Barmak, che ha avuto dalla giuria internazionale il Marc'Aurelio per il miglior film, afferma di avere raccontato il conflitto in corso nel suo paese da un punto di vista diverso rispetto a quello di solito scelto dai media: "L'Afghanistan non ha petrolio ma tante storie non dette da raccontare".
L'attore ucraino Bohdan Stupka, Marc'Aurelio d'Argento per l'interpretazione di Con il cuore in mano di Krzysztof Zanussi s'augura di lavorare una terza volta con il regista: "Il primo film insieme è stato L'allodola, come recita un detto delle nostre parti: Dio ama tre successi".
Per il portoghese Joao Botelho che firma La tenuta al Nord, menzione speciale dalla giuria, il suo film è un omaggio alla lotta di liberazione della donne, "a differenza dei film di Manoel De Oliveira nei quali le donne sono perverse e distruggono l'uomo".
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