L'ex leader del Maggio '68, Daniel Cohn-Bendit ha criticato il sostegno della Francia al regista Roman Polanski, perché si tratta di un "problema di giustizia" e c'è stato "uno stupro su una ragazzina di 13 anni".
Cohn-Bendit se la prende in particolare con il ministro della
cultura Frédéric Mitterrand, che
aveva definito "semplicemente spaventoso" l'arresto di Polanski
per "una vecchia storia che non ha più molto senso".
"Penso che un ministro della cultura, anche se si chiama
Mitterrand - ha continuato Cohn-Bendit, ora eurodeputato dei
Verdi - avrebbe dovuto dire: aspetto di vedere i fascicoli
giudiziari". E ha aggiunto: "E' una storia gravissima
perché c'è stata una violenza sessuale su una
ragazzina di tredici anni e lei stessa ha detto di non aver
sporto denuncia perché aveva ricevuto molto denaro".
Durante la recente campagna elettorale per le europee
Cohn-Bendit era stato accusato da Francois
Bayrou, presidente dei centristi francesi, per degli
scritti controversi sulla sessualità dei bambini in un
opera apparsa nel 1975.
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