C'è anche il capolavoro di Jean-Luc
Godard A bout de souffle
(1960) nella retrospettiva sui sessant'anni del
festival di Berlino "Play it again!". Una carrellata in 40
film, senza privilegiare solo quelli del concorso, curata dal
critico britannico David Thomson: "I film
controversi di ieri sono diventati i classici di oggi, ma
c'è ancora qualcosa che può sorprendere e far
discutere". Tra le rarità Il Cristo proibito di
Curzio Malaparte (1950), Miss Julie di Alf
Sjöberg e To Live di Akira
Kurosawa (1952) ma anche titoli più recenti come
Magnolia di Paul Thomas Anderson,
Orso d'oro nel 2000.
"Ci sono opere controverse per ragioni politiche oppure estetiche che hanno lasciato il segno nella storia del festival e sono rimaste impressi nella memoria," commenta Rainer Rother, direttore artistico della Deutsche Kinemathek.
Nel '76 dopo la proiezione di Ecco l'impero dei
sensi di Nagisa Oshima il film venne
confiscato e scattò la denuncia ai danni del direttore del
Forum Ulrich Gregor per "istigazione alla pornografia". Anche
Il cacciatore di Michael Cimino nel
'79 fece scalpore e molte delegazioni dei paesi socialisti
ritirarono i propri film per protesta.
Sesso e pacificismo dal Giappone di Wakamatsu
Francesca Comencini giurata a Berlino
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