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21/1/2010

REGISTI

12: 00 - John Huston, grande retrospettiva a Torino

Sarà John Huston il protagonista della retrospettiva della 28° edizione del Torino Film Festival (26 novembre-4 dicembre 2010), la seconda diretta da Gianni Amelio. Curata da Emanuela Martini e corredata da un ampio volume di saggi e testimonianze edito dal Castoro, la rassegna proporrà più 45 titoli, tra cui, oltre a tutti i film e i documentari bellici diretti dall'autore, una selezione delle sue sceneggiature e interpretazioni.


Per l'occasione è prevista a Torino la presenza di componenti della famiglia Huston.

 

Figlio d'arte, nato nel 1906 e morto nel 1987, attore, giornalista, pittore e sceneggiatore, John Huston è stato uno degli autori più sfaccettati e contraddittori della Hollywood tra gli anni '40 e gli anni '80. Con un esordio folgorante alla regia nel 1941, Il mistero del falco da Hammett, dove Humphrey Bogart è l'investigatore Sam Spade, è tra gli "inventori" del noir, un genere nel quale è maestro e al quale ritorna nel 1948 con L'isola di corallo, con la coppia Bogart-Bacall, nel 1950 con Giungla d'asfalto, nel 1973 con L'agente speciale Mackintosh, con Paul Newman. Ma in realtà Huston inizia fin dalla fine della guerra un personale viaggio nei generi classici, realizzando soprattutto film drammatici, di guerra e d'avventura, sempre venati di caustico pessimismo, incentrati su piccoli o grandi gruppi umani nei quali ognuno è nemico degli altri o addirittura di se stesso, fino alla tragica autodistruzione
dei protagonisti con Gli spostati.


Lui stesso è un personaggio "più grande della vita": bevitore, cacciatore, innamorato del rapporto con gli animali e con la natura, perciò del Messico, dell'Irlanda e dell'Africa, ebbe cinque mogli e cinque figli, diresse più di quaranta film e molti altri ne sceneggiò e interpretò. Democratico, si oppose apertamente alle liste nere del maccartismo alla fine degli anni '40; accettò invece i compromessi dell'industria hollywoodiana in crisi, diresse alcuni drammi di cassetta e blockbuster poco riusciti, ed ebbe una seconda giovinezza creativa negli anni '70. L'ultimo film, The Dead da Joyce, terminato pochi mesi prima di morire, è considerato quasi unanimemente un capolavoro.

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