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5/2/2010

USCITE

"Lourdes", anatomia del miracolo

"Nei cinema non c'è spazio solo per Avatar, ma anche per film che facciano riflettere e poiché la nostra mission è sostenere opere prime e seconde e cinema d'autore, scommettiamo su Lourdes che per noi è il vero vincitore di Venezia". Così Luciano Sovena, AD di Cinecittà Luce, sull'uscita del film dell'austriaca Jessica Hausner, in sala l'11 febbraio, anniversario della prima apparizione della Madonna a Bernadette. Il film sarà inserito anche in un progetto scuola che lo porterà agli studenti. "Un'esperienza che abbiamo già percorso, con successo, l'anno scorso, con La siciliana ribelle di Marco Amenta", prosegue Sovena.

 

Il film è interpretato da una bravissima Sylvie Testud, nel ruolo di una giovane tetraplegica che affronta il pellegrinaggio a Lourdes dapprima con un certo scetticismo, poi sempre più coinvolta dal rituale collettivo e dalla speranza di tornare a camminare. Accanto a lei Léa SeydouxBruno Todeschini, due volontari dei Cavalieri di Malta, ma anche molti non attori per descrivere, con stile secco e fenomelogico, il microcosmo contraddittorio di questa Disneyland dei miracoli, dove fede e meschinità convivono. "Il tema del miracolo - dice l'autrice, che aspetta un bambino - mi interessava molto e ho fatto lunghe ricerche. Cos'è questa favola per adulti delle guarigioni? Sono qualcosa di arbitrario, di casuale, inspiegabile per la medicina e per la scienza. Prima del film speravo di incontrare la fede, dopo mi sono resa conto che per me Dio si è addormentato oppure non esiste".

 

Gelosa della forte ambiguità di lettura di un testo che non cerca risposte univoche ma scandaglia gli eterni meccanismi dell'animo umano, dall'invidia al desiderio di possesso, Jessica Hausner a Venezia ha ottenuto consensi da credenti e atei, vincendo i premi Navicella e Ocic, ma anche quello dell'Unione degli Atei e degli Agnostici Razionalisti. Per Salvatore Pagliuca, dell'Unitalsi, che organizza i treni della speranza dall'Italia dal 1903, "il miracolo più grande è la conversione. Più che la guarigione del corpo, la presa di coscienza che la malattia è una realtà dell'essere umano".

Proprio tra pochi giorni, il 9 febbraio, l'Unitalsi accoglierà nella basilica di Santa Maria Maggiore le reliquie di santa Bernadette Soubirous, la piccola veggente di Lourdes, in occasione della Giornata mondiale del malato e del 25° anniversario dell'istituzione del Pontificio consiglio per gli operatori sanitari. 

 

Intanto la regista sta lavorando a un nuovo progetto, una storia d'amore drammatica tra due personaggi storici del passato: "L'idea è chiara, ma la fase di raccolta del materiale per me è fondamentale e richiede moltissimo tempo".

 

Nessuna difficoltà, infine, per girare Lourdes nei luoghi dell'apparizione della Madonna, la grotta, la piscina e la chiesa. "Ho avuto numerosi contatti col servizio stampa a cui ci si deve rivolgere sempre per scattare foto o girare film. Mi hanno concesso il santuario, cosa non facile perché è meta di 8 milioni di pellegrini l'anno e dunque costantemente affollato. Ho parlato anche con il vescovo di Lourdes, ma non è stato esercitato alcun controllo sui contenuti del film, non ha voluto neppure leggere la sceneggiatura".

[di Cristiana Paternò] tutte le news

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