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8/2/2010

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Mussolini sfida il Diavolo: proteggiamo da quel film i minori

Paranormal Activity è uscito solo da pochi giorni e fa già scalpore.
L'horror indipendente girato da Oren Peli con un budget di 15mila dollari, già campione d'incassi in America anche grazie alla benedizione di Steven Spielberg, sta terrorizzando anche l'Italia.

A decine sono arrivate le richieste di intervento al 118 per attacchi di panico durante la visione del film.
A Napoli - come riporta il quotidiano 'Roma' - sono soprattutto i minorenni a far ricorso alle cure dei sanitari, shockati dal contenuto della pellicola. "Sabato notte - riferisce un infermiere del 118 partenopeo - si sono verificati diversi episodi di attacchi di panico durati più di mezz'ora, cosa insolita in questi casi, e talora neanche l'arrivo dell'ambulanza è servito a calmare i soggetti colpiti da crisi. Altri spettatori sono stati colpiti da vomito e da tremore. Il caso più grave quello di una ragazzina di 14 anni che, in evidente stato catatonico, è stata portata in ospedale".
Sull'argomento è intervenuto il garante regionale per l'infanzia, Gennaro Imperatore, per il quale la visione del film andrebbe vietata ai minori.

A far eco interviene Alessandra Mussolini, presidente della commissione parlamentare per l'Infanzia e l'adolescenza, che ha invitato il ministro per i Beni e le Attività Culturali Sandro Bondi a intervenire.
"Mi auguro che il ministro assuma provvedimenti urgenti - ha detto Mussolini - Non credo che ormai si possa più vietare il film, ma sicuramente vanno studiate forme di avvertimento, indirizzate in particolare ai genitori, affinché siano consapevoli dei rischi ai quali i figli vanno incontro".
Della stessa linea Antonio Marziale, presidente dell'Osservatorio sui Diritti dei Minori e consulente della commissione parlamentare per l'Infanzia: "È una produzione angosciante, con un livello di tensione altissimo per tutta la durata ed è difficile comprendere per quale motivo la commissione Censura non abbia provveduto a vietarlo ai minori di 18 anni. Se negli Usa non è stato vietato ciò non vuol dire che ogni americanata debba godere nel nostro Paese di immunità riflessa".

"È necessario rivedere le modalità di giudizio con cui vengono assegnati i divieti - dice Elisabetta Scala, responsabile Osservatorio media del Movimento genitori - da tempo chiediamo l'inserimento di rappresentanti dei genitori nelle commissioni esaminatrici e la rimodulazione delle classificazioni includendo divieti più specifici oltre a quelli per 18 e 14 anni, così come già attuato in altri Paesi. Evidenziamo che in America il film è segnalato con una R, ossia vietato ai minori di 17 anni se non accompagnati da un adulto, in Inghilterra è vietato ai minori di 15 anni e in Germania e nei Paesi Bassi la visione è vietata ai minori di 16 anni". Il Moige giudica dunque "inadeguata la decisione della commissione competente dei Beni Culturali, le cui scelte hanno già fatto discutere in passato".

[di Ang] tutte le news

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