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"Con Gilbert Adair, già autore di The Dreamers, sto scrivendo una sceneggiatura che racconta l'attacco dei tupamaros, i guerriglieri peruviani, all'ambasciata giapponese di Lima durante una festa: il commando pensava di trovarvi l'allora presidente Fujimori, che invece non aveva partecipato al ricevimento". Il regista Bernardo Bertolucci racconta al 'Corriere della Sera' il nuovo film dal titolo provvisorio 'Bel canto' e tratto dal romanzo omonimo della scrittrice americana Ann Patchett. Jeremy Thomas, storico produttore del regista ha sviluppato il progetto con Caroline Baron (Capote) che ha comprato i diritti del libro.

Il romanzo è ispirato a un fatto di cronaca: il 17 dicembre 1996 un commando del Movimento rivoluzionario Tupac Amaru assalì la residenza dell'ambasciatore giapponese a Lima, durante un ricevimento in onore dell'imperatore Akihito, prendendo in ostaggio diverse personalità politiche, imprenditoriali e membri del corpo diplomatico accreditati in Perù. Il 22 aprile 1997 unità speciali peruviane liberarono gli ostaggi e uccisero 13 guerriglieri e il loro capo Nestor Cerpa Cartolini.
"In quell'ambasciata durante la forzata coabitazione dei 20 tupamaros con i 50 ostaggi per 4 mesi si perse il senso del tempo, dal Natale '96 all'aprile successivo - spiega Bertolucci - Tutto iniziò fra brindisi festaioli, ma poi fu come essere fuori dal mondo, non si distinguevano più i rapiti dai rapitori". Tra i personaggi del film un soprano: "Durante l'assedio all'ambasciata l'unico sollievo venne proprio dalla presenza della musica, perché tra gli ospiti del ricevimento c'era quel soprano, che cominciò a cantare e in qualche modo riuscì a portare un vento di pace, unì le fazioni. E' il potere taumaturgico della musica".

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