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Si è concluso presso l'Istituto Francese di Napoli il VI Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli.

Per la sezione Human rights doc la Giuria Ufficiale composta da Maurizio Braucci, Ascenzio Lavagnini e Barbara Rossi Prudente ha premiato come Miglior documentario il film Anija - La nave di Roland Sejko (Italia - 80') con la seguente motivazione: "ha avuto la capacità di raccontare in modo dolce e pungente una pagina di storia del Mediterraneo che ha coinvoltoi l'Albania e l'Italia. Con un uso esemplare di filmati d'archivio, degno della più moderna storiografia, unito ad uno sguardo che ha saputo evitare le trappole del sensazionalismo, Sejko ha compiuto ciò che ogni artista dovrebbe: ridare dignità ai propri personaggi attraverso la narrazione, infondendo rispetto per il loro dolore e per i loro sogni". La Giuria ha inoltre attribuito una Menzione speciale al film Dell'arte della guerra di Luca Bellino e Silvia Luzi (Italia - 85'). Per la sezione Human rights short la Giuria Ufficiale composta da Turi Finocchiaro, Enny Mazzella e Gianluca Solera ha premiato come Miglior cortometraggio il film More than two hours di Ali Asgari (Iran - 15'). Ha inoltre attribuito una  Menzione speciale al film La mirada perdida di Damian Dionisio (Argentina - 11'). Il Comitato di Selezione del Gruppo Cinema del Festival ha poi attribuito la Menzione speciale Vittorio Arrigoni/Juliano Mer - Khamis destinata all'opera che meglio interpreta il coraggio e l'attivismo nella narrazione cinematografica all'opera Per Ulisse di Giovanni Cioni (Italia - 90') . La Giuria Giovani ha invece inteso premiare In Utero Srebrenica di Giuseppe Carrieri (Italia/Francia 2013 - 52'). Così il regista presenta il suo film: "È nel buio della notte che Munira, scavando in silenzio, ricerca le ossa del figlio ucciso nel genocidio di Srebrenica. A volte, ancora oggi, in mezzo a un campo di patate, queste vengono fuori come oggetti misteriosi a cui ogni madre si lega per trovare finalmente pace, nell’orrore infinito di una guerra che, per quanto finita, continua nei cuori e negli occhi dei sopravvissuti. Aida è stata stuprata e d’allora non può più diventare madre, Hajra, sfidando le mine, ha ritrovato un teschio e d’allora crede che appartenga al figlio". Una menzione speciale è stata infine attribuita dagli studenti del Liceo Suger St. Denis di Parigi e dagli studenti degli Istituti d'Istruzione Secondaria Superiore di Napoli al film Ngutu di Felipe Del Olmo e Daniel Valledor (Spagna 2012 - 5') che pone al centro dell'obiettivo Ngutu, venditore ambulante di giornali che purtroppo vende pochissime copie. Ngutu osserva attentamente i passanti e studia il loro atteggiamento per poter fare progressi con la sua attività. Ai vincitori è andata un'opera in cartapesta realizzata dal Maestro Claudio Cuomo e la partecipazione di diritto al 16° Festival Internazionale del Cinema dei Diritti Umani di Buenos Aires.

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