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Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno è stato protagonista assoluto della serata del Premio Doc/It, venerdì sera a Roma. Girato in due momenti diversi a distanza di tredici anni, il film racconta la difficoltà nel diventare adulti per quattro ragazzini napoletani. Passando dalla Napoli del rinascimento culturale del '99, che attirava artisti da tutto il mondo, a quella sommersa dall’immondizia, i registi sono tornati a filmare i loro quattro protagonisti per un arco di quattro anni. Oggi l’autoironia ha ceduto il posto al realismo, e alle “cose belle”, Fabio, Enzo, Adele e Silvana non credono più. O forse hanno imparato a cercarle nell’incerto vivere della loro giornata, nella lotta per un’esistenza difficile ma dignitosa: spesso nuotando controcorrente, talvolta lasciandosi trasportare. 

Il film si è aggiudicato il Doc/It Professional Award, premio di categoria per il miglior documentario italiano dell’anno, del valore di 3.000 euro offerti da Doc/it Associazione Documentaristi italiani. Il film e gli altri quattro finalisti sono stati votati da una Academy di circa 150 professionisti tra registi, produttori, direttori di festival e critici che si occupano di documentario. Le cose belle ha conquistato anche il pubblico con altri due riconoscimenti importanti: il Premio del Pubblico Italiano (1.000 euro offerti dall’Associazione 100autori) e il Premio del Pubblico Europeo (un premio in distribuzione a Londra, Parigi e Berlino messo a disposizione dagli Istituti Italiani di Cultura). Prodotto dagli stessi registi e da Antonella Di Nocera, Donatella Francucci e Donatella Botti, il documentario è stato selezionato tra 90 titoli iscritti da un comitato composto da 30 tra i maggiori esperti di documentario in Italia prima di essere votato dall'Academy. 

Buoni risultati per la manifestazione nel suo complesso. I dieci finalisti, cinque italiani e cinque stranieri, sono stati visti da circa 10mila spettatori in cinque settimane di proiezioni durante la seconda edizione de Il Mese del Documentario. Hanno raggiunto il pubblico di 13 città, in Italia (a Roma, Bologna, Firenze, Napoli, Nola, Nuoro, Palermo, Torino) e in quattro capitali europee (Barcellona, Berlino, Londra e Parigi). “Accanto al proposito di rendere visibili film di alto livello tecnico e narrativo, tra gli scopi della manifestazione c’è quello di dimostrare che, avendone la possibilità, il pubblico va volentieri in sala a vedere film documentari”, spiegano i direttori del festival Christian Carmosino ed Emma Rossi Landi.

Per la sezione internazionale, è stato sempre il pubblico a decretare il miglior film tra i cinque finalisti. Ha sbaragliato la concorrenza con una percentuale elevata (4,41 su 5 di gradimento) il documentario Call Me Kuchu delle americane Katherine Fairfax Wright e Malika Zouhali-Worral, quest'ultima ha partecipato alla cerimonia di premiazione con un collegamento via skyper. Il film, incentrato sulle vicende estremamente attuali degli attivisti LGBT in Uganda, paese dove l'omosessualità è considerata reato ed è punito anche chi non denuncia i gay (i "kuchu", come vengono chiamati qui), ha partecipato a più di 100 festival e ha vinto decine di premi tra cui il Teddy Award per il miglior documentario al Festival di Berlino 2012 e l’Amnesty International Human Rights Award al Festival di Durban 2012. 

Il Mese del Documentario è diretto da Christian Carmosino e Emma Rossi Landi per Doc/it Associazione Documentaristi Italiani con il sostegno Mibact, Mise, Luce Cinecittà e la collaborazione della Casa del Cinema di Roma e dell’Associazione 100autori.

Ecco tutti i vincitori di questa edizione

DOC/IT PROFESSIONAL AWARD come miglior documentario italiano dell’anno Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno
PREMIO DEL PUBBLICO ITALIANO Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno
PREMIO DEL PUBBLICO EUROPEO Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno
PREMIO DOC.INTERNATIONAL Call me Kuchu di Katherine Fairfax Wright e Malika Zouhali-Worrall
PREMIO AAMOD Il libraio di Belfast di Alessandra Celesia
PREMIO AMG Il gemello di Vincenzo Marra
PREMIO INHOUSE Materia oscura di Massimo D’Anolfi e Martina Parenti
PREMIO AUGUSTUS COLOR Noi non siamo come James Bond di Mario Balsamo e Guido Gabrielli
PREMIO FAKE FACTORY Le cose belle di Agostino Ferrente e Giovanni Piperno
PREMIO AL MIGLIOR SPETTATORE Cristiana Scoppa

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