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BUSTO ARSIZIO - On Air - storia di un successo, il film di Davide Simon Mazzoli che racconta la storia dello Zoo di radio 105 (trasmissione di culto del network radiofonico), non sarà proiettato questa sera al festival di Busto Arsizio, che lo aveva inserito nel programma della sua 14a edizione. La direzione del festival ha comunicato di aver chiesto alla produzione di spostare la proiezione in una sala più ampia. Radio 105 ha infatti organizzato un contest che ha visto molte adesioni e le prenotazioni da parte dell'emittente di posti per i suoi ascoltatori aveva ampiamente superato le disponibilità della sala. Il festival, per garantire la possibilità di accesso anche al pubblico che segue tutta la rassegna, aveva quindi proposto una sala più ampia, ma la produzione ha preferito a questo punto non aderire ritirando il film e annullando la proiezione.

Al di là delle asettiche comunicazioni ufficiali da una parte e dall'altra, pare che la produzione non abbia voluto una sala più grande in quanto preoccupata dal gran numero di post che sono stati inseriti nella pagina facebook del festival da parte di diverse maestranze del film che lamentano di non essere state pagate e minacciavano contestazioni all'interno del cinema la sera della proiezione del film. Questo avrebbe spinto la produzione a optare per una proiezione solo ad inviti. La richiesta del festival di tutelare il pubblico della rassegna, per questo motivo, non è stata accettata dalla produzione.

Ma Davide Simone Mazzoli, regista e produttore di On Air - interpellato da Cinecittà News - ha risposto così a questa ricostruzione che definisce improbabile: “L’annullamento della proiezione del mio film non c’entra nulla con le proteste. Per quanto riguarda le maestranze che dicono di non essere state pagate si tratta di una responsabilità della produzione esecutiva, che stiamo cercando di contattare, noi non accettiamo che la gente ci diffami quando noi stessi ci abbiamo rimesso. Anche perché ad alcuni di questi che si lamentano ho mandato io stesso la ricevuta del loro pagamento. Se parliamo del perché non abbiamo più accettato di proiettare il film al Baff, è perché la direzione non ha rispettato gli accordi presi precedentemente. Con la scusa di cambiare la sala, prima per via dei problemi tecnici, poi perché avevano ricevuto altre richieste di pubblico, Mi hanno chiesto, praticamente obbligato, ad accettare di fare due proiezioni gratuite, una cosa inaccettabile visto che il film sta per uscire in sala e noi non lavoriamo gratis”.

Il direttore del Baff Steve Della Casa, dal canto suo, controbatte dicendo che “la produzione di On Air  ha chiesto di fare una proiezione nel corso di un festival riservata solo ai loro invitati e questo ovviamente un festival non può accettarlo. Ho quindi proposto loro un sala più grande, proprio per far coesistere invitati e pubblico e loro non hanno accettato. Per me la questione finisce qua”. In ogni caso, le polemiche non sembrano essere terminate. E probabilmente aumenteranno in vista dell’uscita in sala del film (garantita da Medusa e prevista per il 24 marzo), mentre molti ascoltatori di radio 105 protestano per la cancellazione del film dal programma del festival.

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