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Definito “offensivo” e privo di valore storico-culturale, Morto Stalin, se ne fa un altro di Armando Iannucci è stato proiettato al cinema Pioner di Mosca contro il parere delle autorità russe, che alcuni giorni fa lo hanno bandito dalle sale almeno per 6 mesi. Il ministero della cultura, dopo aver visionato il film a porte chiuse, ne ha sconsigliato la visione in vista delle elezioni del 18 marzo e per i toni grotteschi e satirici con cui la black comedy britannica ritrae la morte di Stalin e ridicolizza il suo entourage politico e familiare.

In risposta all’affronto del Pioner, che ospita ogni anno il Festival internazionale di Mosca e proietta i film in lingua originale, per le sale che proietteranno il film di Armando Iannucci, le autorità hanno anticipato l’applicazione delle sanzioni (una multa fino a 100 mila rubli pari a 1500 euro e la chiusura del cinema per 90 giorni dopo la seconda violazione). "Dopo la verifica delle notizie di stampa e la conferma che il film è stato proiettato, apriremo una inchiesta per illecito amministrativo", ha spiegato un portavoce del ministero della Cultura. "Molte persone della generazione più anziana, e non solo -  ha detto il ministro della Cultura Vladimir Medinsky - possono considerare il film come una presa in giro offensiva di tutto il passato sovietico del paese che ha sconfitto il fascismo, della gente normale e anche delle vittime dello stalinismo". In conclusione, il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha detto: "Non siamo d'accordo nel dire che si tratti di censura".

Intanto al Pioner il film resterà fino al 3 febbraio con due proiezioni al giorno, preceduto dallo slogan "nel cinema giusto non troverai mai il film sbagliato", salvo cambiamenti di programma. 

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