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Continua il tour di proiezioni per Storia del dormiveglia di Luca Magi, il documentario che racconta la vita dei senzatetto di un centro di accoglienza notturna. Dopo il successo riscosso con la proiezione del 30 ottobre al Festival du Film Italien de Villerupt, e la vittoria del premio come Miglior Film Italiano al 14° Biografilm Festival e della Mention Spéciale Interreligieux al 49° Visions du Réel International Film Festival, il documentario arriverà a Reggio Emilia l’8 novembre al Cinema Cristallo. Sempre l’8 novembre sarà proiettato all’interno di Viemiliadocfest, mentre il 9, 14 e 21 novembre sarà programmato a Bologna al cinema Lumière, il 12 al cinema Stensen di Firenze, il 13 a Cattolica allo Snaporaz, il 14 al cinema Garibaldi di Poggibonsi, il 17 novembre al cinema Europa a Faenza, il 22 al cinema Mariani di Ravenna, il 26 novembre al Nuovo Cinema Aquila all’interno di Fuorinorma, e il 27 a Genova al Cinema Cappuccini.

Prodotto da Kiné in associazione con Piazza Grande e in collaborazione con Vezfilm e Antoniano Bologna, Storie del dormiveglia è nato dall’esperienza del regista come operatore presso il Rostom: una struttura d’accoglienza per persone senza fissa dimora, situata all’estrema periferia di Bologna. “Ho avuto modo di conoscere e condividere aspetti intimi della vita di centinaia di persone ospitate nel centro - spiega Magi - L’impatto con questa realtà è stato violento. I suoi ospiti sono perlopiù persone emarginate, disadattate e sole. Mi ha sempre colpito come dietro questa fragilità di uomini e donne, dietro la loro solitudine, si nascondesse una grandezza: un senso di rivolta, qualcosa di inutile e spesso distruttivo, ma al contempo capace, se visto da vicino, di trasmettere l’essenza delle cose.”

Il Rostom è un centro gestito da Piazza Grande e frequentato da uomini e donne con disagi sociali, economici o psichici, con problemi di salute, di dipendenza, ex-carcerati o persone con un vissuto complesso e spesso drammatico. Per il ruolo che ricoprono all’interno del centro, gli operatori sociali hanno un contatto diretto e intimo con molti ospiti. Per tanti di loro, soprattutto per quelli che vivono da più tempo nel dormitorio, gli operatori sopperiscono, almeno in parte, a quei legami familiari e di amicizia che hanno spesso perduto. La voce narrante del film è quella di David, un inglese che da sette anni vaga per il mondo ed è approdato al Rostom esausto e desideroso di rimettersi in piedi e raccontarsi. Con un registratore a cassette tiene un diario vocale in cui registra le proprie impressioni, le riflessioni sulla vita, sui propri sogni e sugli incontri con gli altri ospiti del dormitorio.

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