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Fulvio Risuleo firma Il Caso Ziqqurat, la prima serie interattiva prodotta in Italia. Una produzione Artchivio e Cloud9 in collaborazione con DBW Communication — con il sostegno del MiBACT e di SIAE nell’ambito dell’iniziativa “Sillumina 2017 - copia privata per i giovani, per la cultura”. Durante la diretta di una puntata del programma per bambini Ziqqurat, il marionettista del pupazzo principale, l’elefante-oracolo Ziguro, muore. Arrivato sul posto l’investigatore capisce subito che si tratta di un omicidio e decide di interrogare tutti i presenti. Si tratta di una short series in cui lo spettatore, nei panni dell’investigatore, può interrogare gli indiziati e provare a scoprire chi è l’assassino.Il Caso Ziqqurat combina elementi del web come la viralità delle fake news (Tonio Cartonio morto di overdose) e la nostalgia emotiva dei millennials (Sonia Ceriola e Tonio Cartonio stesso simboli dell’infanzia di un’intera generazione) con la tecnica e la cura del cinema d’autore.

Dal 20 marzo la serie sarà disponibile su ziqqurat.artchivio.net. Le caratteristiche interattive e tecnologiche del progetto richiedono infatti un vero e proprio enviroment digitale che difficilmente può essere offerto da broadcaster istituzionali. Così Artchivio ha sviluppato una webapp gratuita con cui il pubblico può immergersi completamente nell’esperienza Ziqqurat. Il tutto, ovviamente, senza interruzioni pubblicitarie.Risuleo è uno degli autori italiani più promettenti del momento. Allievo di regia più giovane che il Centro Sperimentale di Cinecittà abbia avuto, premiato a Cannes nel 2014 con il cortometraggio Lievito Madre e vincitore della Semaine de la Critique di Cannes 2015 con il cortometraggio Varicella. A 26 anni ha realizzato il suo primo lungometraggio, Guarda in alto con Giacomo Ferrara e nel 2019 uscirà Il Colpo del Cane, opera seconda prodotta da TIMvision e Revok Film conprotagonista Edoardo Pesce. Il suo compito in questa serie, scrive Risuleo, “è stato quello di mettere insieme elementi differenti ma complementari”: un contenuto bizzarro, dal tono realistico e dai protagonisti nostalgici.

“Ziqqurat esiste veramente” aggiunge il regista, “adesso che lo vedo finito capisco di aver fatto un documentario”.

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