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Oggi a Strasburgo ultima tappa per la riforma Ue del diritto d'autore, col giudizio finale del Parlamento europeo. "Un voto storico", secondo gli editori, ma che non è scontato, sarebbe infatti sul filo del rasoio per le divisioni politiche interne ai vari gruppi. Fratture che investono anche i Socialisti e i Popolari. Lega e M5S dovrebbero marciare compatti per un 'no' alla riforma, mentre Pd e Forza Italia, salvo qualche eccezione, a favore. In caso l'Eurocamera approvasse il testo, il processo legislativo interno al Pe, iniziato nel 2016, sarà concluso. E spetterà al Consiglio ratificare l'accordo, un passaggio che normalmente è poco più di una formalità. Ma che in questo caso potrebbe anche riservare qualche sorpresa.

''È un coro unanime quello degli autori che chiedono che il Parlamento Europeo approvi in via definitiva la Direttiva Copyright per assicurare un giusto compenso del diritto d'autore nel mondo digitale. I giganti del web rappresentano oggi i principali punti di accesso alle opere dei creatori, generando enormi guadagni per loro ma offrendo un ritorno quasi inesistente agli autori. Siae, che conta 90mila associati, ritiene sia doveroso per un Paese civile proteggere il diritto degli autori di vedere riconosciuta la proprietà della loro produzione. È un principio di equità che non può essere sottovalutato: la cultura è un bene intangibile ma la sua creazione è e resta un valore. Tale principio vale anche nei confronti delle piattaforme che traggono profitto dalla produzione culturale senza volersi assumere alcuna responsabilità per le violazioni dei diritti degli autori. Sono attori che hanno un enorme potere di influenzare l'opinione pubblica e che non hanno esitato a farlo''.

A lanciare un ultimo appello ai Parlamentari Europei alla vigilia di questa importante votazione, sono scesi in campo il Presidente SIAE Giulio Rapetti Mogol, i due premi Oscar Ennio Morricone e Nicola Piovani e Paolo Conte. Per Morricone: "Questa Direttiva serve a ristabilire che il lavoro creativo deve essere remunerato, così come la storia dei nostri Padri Fondatori ci ha insegnato". Aggiunge Piovani: "Questo non è qualcosa che va a vantaggio dei pochi autori ricchi, ma va a vantaggio dei tanti, tantissimi autori che ricchi non sono, e dei tanti giovani autori che hanno diritto a vedere riconosciute le opere del proprio ingegno per piccolo che sia, perché questa è una premessa perché esista la libertà degli autori, la ricchezza e la diversità dei contenuti".

"Le piattaforme si oppongono con tutta la forza delle loro lobby, difendendo con le unghie e con i denti le regole che li privilegiano, scritte nel 2000, quando Internet era tutta diversa" commenta Conte. Il Presidente SIAE Mogol si rivolge direttamente ai Parlamentari Europei: "Vi dico che non è un problema di opinione ma di coscienza e vi dico anche che abbiamo fiducia in voi".

A seguire il voto a Strasburgo ci sarà una vivace delegazione di studenti del Conservatorio di Musica Santa Cecilia, dell'Accademia Silvio D'Amico e del Centro Sperimentale di Cinematografia, partiti in pullman da Roma, per testimoniare con la loro presenza che l'approvazione della Direttiva Copyright è una questione che riguarda il futuro della creatività.

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