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CANNES - Una donna, Maria, l’attrice Chiara Mastroianni, lascia la casa coniugale: una notte si trasferisce nella stanza 212 dell’albergo di fronte a casa, dopo 20 anni di matrimonio. Le si apre una panoramica sul suo appartamento, su suo marito, sul suo matrimonio. Si interroga se sia stata la decisione giusta: la persistenza del desiderio, l'infedeltà, le distruzioni dettate dal tempo... queste le tematiche.

Molte persone della sua cerchia personale hanno un punto di vista sulla situazione, e desiderano farglielo sapere: quello che sembra essere un sogno – il personaggio di Mastroianni parla con sua madre scomparsa e suo marito quando aveva 25 anni - mostra in realtà i labirinti del suo pensiero. “È la storia di una donna che pensa e s’accompagna a tutti i suoi pensieri, incarnati in situazioni o personaggi", ha detto il regista, Christophe Honoré, riflettendo che “non siamo sulla Terra così a lungo, e bisogna pensare quindi a quanto siamo fortunati a vivere una storia d'amore, è una cosa essenziale nelle nostre vite. Sono felice di aver realizzato questo film”.

Christophe Honoré torna a Cannes per la quinta volta e dopo Les Bien-Aimés (2011), ancora con Chiara Mastroianni, tra le sue interpreti predilette: la coppia di Chambre 212 si era innamorata e sposata quando aveva 20 anni e adesso, altrettanti anni dopo, lei si ritrova amante di un altro uomo. Maria se ne va da casa, ma non lontano: attraversa la strada, abitando la camera da letto dell'hotel di fronte, appunto.

Chambre 212 è anche un viaggio nella cineteca personale di Honoré, che apre cassetti inaspettati: omaggio alla commedia classica hollywoodiana, nell’aspetto dell’epilogo positivo, della possibilità di recuperare i propri errori, anche di superare la crisi di un matrimonio.

Le riprese sono durate sette settimane, in Lussemburgo e Belgio, per concludersi a Parigi: il film uscirà (in Francia) nell’autunno di quest’anno.

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