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CANNES - La cerimonia di consegna dei premi di Un Certain Regard, 18 film di cui 9 opere prime, tra cui quella dell’italiano Lorenzo Mattotti, ha visto la giuria composta da 5 giurati: Lukas Dhont, regista belga, Lisandro Alonso, regista argentino, Nurhan Sekerci-Porst, produttrice tedesca, Marina Fois, attrice francese e Nadine Labaki, regista libanese e presidente della giuria.

Ha aperto le danze il delegato generale, Thierry Frémaux, che ha fatto salire sul palco prima di tutto lo staff di Un Certain Regard, dalle maschere in sala alle persone della sicurezza, facendoli abbracciare da un meritato applauso per il loro lavoro. “Voglio ricordare che il Festival di Cannes è un lavoro collettivo, per questo ho invitato tutta l’équipe di UCR a salire”, ha detto Frémaux.

Dopo le consuete prassi formali di rito, parola alla presidente di Giuria, la regista libanese Nadine Labaki che, con uno sguardo pieno di luce ed emozione, ha letto il messaggio della Giuria, in riferimento al compito a cui sono stati chiamati: “La giuria esprime grande piacere per l’opportunità di immersione nella diversità offerta da questa selezione, a moltI livelli: dai soggetti al modo in cui gli strumenti cinematografici sono stati utilizzati, a come i personaggi sono stati portati sullo schermo. È stato molto stimolante aver guardato fianco a fianco registi che già padroneggiano il loro linguaggio e altri che ancora stanno individuando la loro strada principale. È stata una bella sorpresa vedere 9 opere prime nella selezione ufficiale Un Certain Regard. Siamo stati onorati di essere stati trasportati in tutti questi differenti universi. Il cinema mondiale rimane molto vivo e in buona forma!”.

La premiazione ha visto trionfare A vida invisível de Eurídice Gusmão e conferire il premio per la Miglior Interpretazione a Chiara Mastroianni, oltre che una Menzione Speciale a Bruno Dumont per Jeanne.

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