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CANNES - "Magari potremmo farlo vedere al presidente. È una coproduzione tra il Brasile e la Francia con soldi pubblici brasiliani che noi pensiamo di avere speso bene, in modo corretto e oculato, quindi il presidente Bolsonaro ha tutto il diritto di essere invitato a vedere Bacurau". L'ha detto il regista Kleber Mendonca Filho, autore insieme a Juliano Dornelles, del film vincitore a Cannes del Prix du Jury ex aequo con Les Misérables, rispondendo a una domanda di un giornalista. 

"Per il cinema brasiliano - aggiunge Juliano Dornelles - questo è un anno importante che aveva dato tante speranze e i cui frutti si vedono con ben due film premiati a Cannes, qui in concorso e a Un Certain Regard. Ma col nuovo governo si parla di tagli alla cultura e all'istruzione e in questi giorni stiamo negoziando proprio per difendere un valore fondamentale per noi artisti e cittadini. Chissà che l'eco di Cannes non ci aiuti".  

Anche Ladj Ly, autore de Les Misérables, che mette in scena le banlieue parigine, ha insistito sull'impatto politico della sua opera. "Al presidente Macron - ha detto il regista francese di origine maliana - chiedo di vedere questo film, vorrei organizzare una proiezione al più presto all’Eliseo". E aggiunge: "Io racconto la mia comunità, un luogo dove tutti soffrono la miseria che mangia l'anima. E lì la violenza non risparmia nessuno, poliziotti, banditi, bambini, uomini. Alla politica, elezioni, partiti... ho smesso di credere da un po' e mi impegno invece in questa battaglia che ha bisogno di sperare in qualcosa di giusto".

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