/ NEWS

Solo nella sala, e in nessun altro luogo e tempo "si verifica la magia del 'qui e ora'. Mentre le altre forme di fruizione casalinghe tendono ad essere sempre più accelerate, frammentate e occasionali".

Sono fra i dati che emergono dalla ricerca realizzata da Episteme per Audimovie (la società che rileva i dati delle presenze nelle sale cinematografiche in Italia) sul valore che lo spettatore attribuisce alla sala e sull'impatto che si riflette e compenetra con la visione pubblicitaria. Sulla base di una specifica metodologia d'indagine qualitativa, su un campione di spettatori regolari e saltuari dai 15 ai 65 anni (più otto under 15), distribuiti equamente sul territorio italiano, "la magia del cinema in sala risulta molto viva, molto presente. Tutti i target e tutte le fasce anagrafiche lo testimoniano", spiega Monica Fabris, presidente di Episteme.

"Il film è molto importante - prosegue Fabris - ma fa parte di un processo di esperienza più lungo, che inizia dalla scelta della sala, che spesso per lo spettatore è anche più importante del film che si decide di andare a vedere, e arriva fino al commento dopo la visione". Condividere il film "è un'abitudine a cui non si vuole rinunciare". Un'esperienza di valore "per ogni fascia generazionale anche se cambia, a seconda delle età, il modo di viverla. Nel caso degli adolescenti l'uscita cinematografica è una prova di autonomia, spesso è la prima uscita da soli con gli amici. Per le famiglie è uno dei primi momenti di condivisione tutti insieme al di là di quelli alimentari".

La ricerca distingue anche quattro tipologie di spettatori, diffuse in tutte le fasce d'età: gli spensierati (categoria nella quale rientrano soprattutto i ragazzi), per cui il cinema è un momento di evasione e rilassamento; gli enciclopedici (di età soprattutto in fascia centrale) per i quali prevale il piacere del cinema come scoperta, conoscenza e arricchimento; gli appassionati, che lo vivono come un momento di suggestione e sogno e i cinefili, che considerano il cinema come strumento critico e culturale. Il pubblico, "che al cinema è predisposto a ricevere", considera parte della programmazione filmica anche la visione dei trailer e della pubblicità, ma soprattutto se creata ad hoc per la sala. Stando alla ricerca La visione filmica casalinga "non è una minaccia - conclude Monica Fabris - per l'esperienza del cinema in sala, che corrisponde per lo spettatore ad entrare in un'altra dimensione". 

VEDI ANCHE

SALE

Ad