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È scomparso Pietro Coccia, fotografo, uno dei professionisti più noti del cinema italiano.

Nato a Roma il 19 luglio 1962, Coccia soffriva da qualche tempo di diabete: è stato trovato in casa senza vita ieri da amici e colleghi ai quali non rispondeva sin dal mattino, che allarmati lo contattavano.

Persona di grande generosità e amico di tutti, ha scattato le sue ultime foto ai Nastri d'argento e al Festival di Cannes. 

Figlio di Michele Coccia, famoso latinista a livello internazionale, e di Emilia La Rosa, allieva di Giuseppe Ungaretti, Pietro aveva ottenuto il diploma al Liceo classico Giulio Cesare di Roma e poi aveva proseguito i suoi studi alla Sapienza di Roma studiando Lettere e filosofia con specializzazione in Storia dell'arte. Per oltre trent'anni aveva seguito i principali festival cinematografici, da Cannes a Venezia, collaborando con Rai Cinema, i Nastri d'argento, i David di Donatello. Buon conoscitore delle lingue francese, inglese e tedesco, era presente in tutte le manifestazioni in giro per il mondo.

Tanti i ricordi degli addetti ai lavori, tutti colpiti da questo lutto: "Sarà difficile partecipare ora agli eventi o ai festival e non trovare più il nostro grande amico Pietro. Lo voglio ricordare per la sua professionalità, la bontà, la sua grande generosità. E' stato un privilegio incontrarlo sempre in tutti gli eventi e in tutto il mondo. Dove c'era il cinema italiano lui c'era. Grazie Pietro!", dice Paolo Del Brocco di Rai Cinema.

Laura Delli Colli, presidente del Sindacato Giornalisti Cinematografici Italiani: "Non c'è e non ci sarà più nel circo che accompagna il cinema italiano in tutti i suoi appuntamenti un amico come Pietro. L'affetto, la presenza, la cura, la competenza che aveva dietro quella sua immagine a dir poco disordinata è negli occhi e nel cuore di tutti noi. Pietro non lascia vuoto solo quel suo posto in prima fila ad ogni evento. Se n'è andato discretamente e già manca a tutti noi".

Piera Detassis, presidente e direttore artistico dell'Accademia del Cinema italiano - Premi David di Donatello lo ricorda così: "Anni di vita professionale con Pietro Coccia sempre a fianco, la sua generosità di fotografo un po' vagabondo che vuol solo scattare, anche quando non c'è luce. Ho in mente quella recente immagine di Lina Wertmüller festeggiata da DiCaprio a Cannes, il suo ultimo orgoglio professionale. Lui c'era sempre. Il cinema italiano gli deve tanto, tantissimo. Anche a nome dell'Accademia e dei premi David di Donatello che rappresento, vicina ai sui cari, voglio esprimere il mio immenso dolore per la perdita di un vero appassionato, un amico, un complice che fino all'ultimo giorno non ha voluto mancare un appuntamento, un evento, un volto del nostro bellissimo cinema italiano. Grazie Pietro!"

"Sono profondamente addolorato per la scomparsa di Pietro Coccia, un grande professionista ma soprattutto una persona affettuosa disinteressata e profondamente generosa. Ci mancherà molto la sua presenza gentile, la sua disponibilità e la grande lezione di umiltà" aggiunge Antonio Monda, direttore artistico Festa del Cinema di Roma. "Un uomo giovane e generoso, grande professionista", commenta dalla Cina Marco Muller.

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