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"Con Ozpetek abbiamo finito il terzo film insieme. Le Fate ignoranti, poi Saturno contro e ora La Dea Fortuna. E' stato molto interessante perché si cresce, ci si perde, ci si trova diversi. Con Ferzan siamo amici ma non abbiamo una frequentazione assidua ma rimane sempre un filo. E' davvero un fuoriclasse e anche una persona molto spiritosa". Così Stefano Accorsi, tornato oggi, dopo 20 anni, come ospite al Giffoni Film Festival descrive il rapporto con il regista turco, soffermandosi sul suo nuovo film in cui interpreta uno scrittore in crisi con il compagno di una vita (Edoardo Leo), a cui vengono affidati i figli di un'amica (Jasmine Trinca): "Ferzan ti propone un film se è veramente convinto, mentre preparavamo questo mi diceva: 'Non diamoci troppo risposte, questo è il momento delle domande'. Ed è vero, specialmente nel nostro campo, non bisogna cercare troppo in fretta le soluzioni, alle volte è utile avere un problema. La cosa bella è che non è un film a tesi, è un sogno di Ferzan, ha sognato che due bambini della sua famiglia, entrassero nella sua vita e da lì è partito. La sua grande forza è che non solo conosce bene quel mondo ma anche la sua cultura e la sua grande connessione con il pubblico".

Un'Accorsi a tutto tondo che coglie l'occasione per dire la sua anche sui figli delle coppie omosessuali: "La famiglia è dove c'è l'amore. Conosco tanti figli di amici omosessuali, se i genitori sono contenti stanno bene anche loro, tutto il resto sono pregiudizi e frasi fatte. Quando sento dire 'è contro natura' o si adducono ragioni religiose, penso sempre: ma di cosa stiamo parlando?". 

E Accorsi chiarisce che non sarà nella nuova stagione di The New Pope. "So che è uscita questa notizia ma non sarà così. Credo che ci sia stato un rimaneggiamento dei copioni, forse prima era stato previsto ma in questo momento non più. Quello che ho interpretato in The Young Pope di Paolo Sorrentino era un personaggio politico vagamente ispirato a Renzi. E' il bello della politica, nel giro di pochissimo tutto può cambiare. La scena era scritta in modo incredibile e sublime, l'abbiamo imparata a memoria e fatta tante volte. Sorrentino parte con i piani larghi e quando gli attori si scaldano va avanti. Lui è padrone del suo set e così crea. Jude Law è un attore bravissimo, ci siamo divertiti a fare piccole improvvisazioni".

Accorsi parla anche del personaggio Berlusconi creato da Sorrentino in Loro: "Il suo è stato un approccio diametralmente opposto a quello di 1992, 1993 e 1994. Noi volevamo togliere il 'Mi consenta' e raccontare una parte privata, anche la sua indecisione nella discesa in campo. Quello che Berlusconi non ama mostrare, quando è più distante, più triste. Sorrentino ha fatto l'opposto, c'è una messa in scena dei suoi personaggi, che sono quasi un po' brechtiani. E' la sua cifra stilistica, quella è la zampata di Paolo, si inventa cose più vere del vero e mette in scena così grandi personaggi. E' il suo grandissimo talento, è uno dei pochi autori al mondo che vedi 2 scene e capisci che è un suo film".  

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