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VENEZIA - Il pubblico delle Giornate degli Autori ha scelto tra gli undici film in concorso Un Divan à Tunis (Arab Blues), opera prima di Manele Labidi, per il premio assegnato da BNL Gruppo BNP Paribas. Il film sarà distribuito in Italia da Bim. Ha detto la regista: “Volevo filmare la Tunisia post-rivoluzione dei gelsomini e, in particolare, la classe media, profondamente lacerata tra modernità e tradizione. Scegliere come espediente la psicoanalisi e declinare la storia in forma di commedia mi ha permesso di creare personaggi complessi, mettere l'accento sulla loro dolce follia, ma anche mostrare il terreno impervio nel quale la crisi economica e l'ascesa dell'islamismo ha spinto questi individui”. Interpretata dalla stella del cinema mediorientale Golshifteh Farahani (Paterson, Shirin, Pirati dei Caraibi - la vendetta di Salazar), Selma è una psicoanalista tornata in Tunisia dalla Francia per avviare il suo studio, ma alle prese con un pittoresco gruppo di pazienti si troverà a dover combattere contro i cavilli burocratici di una società alla ricerca della propria identità.

Il Label Europa Cinemas è stato invece assegnato a Corpus Christi, terzo film del polacco Jan Komasa. Dedicato ai film di produzione e co-produzione europea, il Label, creato nel 2003 con il sostegno della Programma Media dell’Unione Europea da un network di esercenti di qualità (oltre 2.300 schermi in più di 500 città europee), consiste in un contributo economico alla distribuzione e alla produzione, nonché alla permanenza del film vincitore nelle sale aderenti al network. Questa la motivazione:“Corpus Christi è un attraente connubio di tragico e comico - a volte violento, a volte toccante. Perno del film, la performance sorprendente e di assoluto rilievo di Bartosz Bielenia nel ruolo del carismatico Daniel, giovane delinquente che trova nel sacerdozio una via d'uscita dalla sua condotta criminale. Quando viene mandato a lavorare in una fabbrica, Daniel scappa in un vicino villaggio fingendosi prete, suscitando un impatto sorprendentemente positivo sulla bigotta comunità locale. La storia rappresenta molto chiaramente i conflitti tra bene e male della società di oggi. Inoltre, la scelta intelligente del film di adoperare una musica anempatica si rivela particolarmente efficace per evidenziare le tensioni e i conflitti all'interno di Daniel. Un film da mostrare al pubblico di tutta Europa; ci auguriamo che la vittoria del Label Europa Cinemas possa aiutarne la circolazione”.

Corpus Christi è una storia di trasformazione spirituale. A Daniel (Bartosz Bielenia) è preclusa la possibilità di farsi prete dato il suo passato in riformatorio, ma quando in una nuova città viene scambiato per il parroco inizia per lui una nuova vita, che finirà con l’influenzare l’intera comunità, aiutandola a rimarginare vecchie ferite. “Il protagonista del film sente una vocazione ma non sa che uso farne a causa dei limiti imposti dalle istituzioni - racconta il regista Jan Komasa - È un tragico conflitto nel quale si scontrano due distinti drammi: quello di un individuo asociale e quello di una comunità sconvolta che nasconde un oscuro segreto”.  

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