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Dopo il successo pieno di pubblico e recensioni alla Mostra del Cinema di Venezia, arriva finalmente per la rassegna ‘Da Venezia a Roma’ l’anteprima romana di Life As a B-Movie: Piero Vivarelli, il film documentario diretto da Fabrizio Laurenti e Niccolò Vivarelli dedicato a una delle personalità e delle storie più avventurose del cinema italiano. L’appuntamento alla presenza degli autori, dei produttori e di ospiti amici è per sabato 21 settembre alle ore 21.15 al Cinema Farnese (piazza Campo de’ fiori, 56).

Piero Vivarelli (1927-2010) è stato pioniere di tante cose: 're' dei b-movies, provocatore culturale, grande uomo dietro le quinte musicali. Un dinamitardo dell'immaginario italiano. Ha 'lanciato' Adriano Celentano grazie a 24.000 baci; ha scritto e diretto i primi musicarelli, con Celentano, Mina e Chet Baker, Rita Pavone, Totò, i Rocks di Shel Shapiro; ha scritto 'Django', Spaghetti Western fondamentale per Quentin Tarantino; ha portato in Italia il fumetto al cinema (Satanik, Mister X), è tra gli inventori del filone erotico/esotico con film come Il dio serpente (ammirato dalla critica francese) e Il decamerone nero. Ha diretto film sui giovani di decadi diverse, e su quel giovane che è sempre stato. Un genio musicale, un autore e un giornalista di fiuto, un regista dalla visione personalissima. E la vita avventurosa come un B-Movie: dall'essere stato giovanissimo appartenente alla Decima MAS nel fascismo a maturo possessore della tessera del Partito Comunista Cubano firmata da Castro (unico non cubano insieme al Che). Un intellettuale e un uomo di mondo, con una tracimante vitalità. Life As a B-Movie raccontaattraverso magnifici materiali filmici, testimonianze di collaboratori, amici, ammiratori (a formare un cast multiforme e stellare, da Tarantino a Kusturica, da Franco Nero a Pupi Avati, da Salvatores a Enrico Vanzina) la storia di Piero, e di un cinema italiano alternativo e popolare, e per sempre avventuroso.

 Attraverso una narrazione creativa, il documentario esplora in profondità un territorio trascurato della cultura pop italiana e mondiale e, al contempo, scava in una vita che è essa stessa un film di genere, un film “alla Vivarelli”: esagerato, ironico, sensuale, pieno di vitalità, musica, e tanta azione. Prodotto da Marcantonio Borghese e Taku Komaya per Tea Time Film, da Wildside, con Istituto Luce-Cinecittà, il film è distribuito da Luce-Cinecittà, e sarà prossimamente trasmesso da Sky Arte.

Moltissime e di rilievo le testimonianze del film che omaggiano questo geniale inafferrabile autore, da Quentin Tarantino a Emir Kusturica, dal ‘Django’ Franco Nero a Rita Pavone che recitò di fianco a Totò per Vivarelli, dai colleghi Umberto Lenzi e Pupi Avati - che gli fu assistente e debuttò come attore in un suo film – Enrico Vanzina e Gabriele Salvatores, a giornalisti, critici, sodali. 

Laurenti e Vivarelli dichiarano ‘Raccontando la vita e le passioni di Piero Vivarelli, rivisitando il suo cinema, ci piace rendere omaggio a un cinema italiano che abbiamo amato e col quale siamo cresciuti. Un cinema non considerato d'autore e che non ha mai vinto palme o leoni, ma che ha plasmato l'immaginario di un'intera generazione. Una generazione che ha tifato, mescolandoli un po', Django e Che Guevara, e si è immaginata in mondi più o meno esotici in cui liberarsi una volta per tutte dei panni e dei tabù della società cosiddetta civile. Che ha vissuto ogni suo film come una piccola spinta a non fermarsi, un incitamento verso la meta (o l'utopia) della rivoluzione; piccola o grande che sia: quella in noi stessi’. 

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