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Hai tra i 16 e i 25 anni, credi nell’importanza di promuovere i diritti umani e ti piacerebbe scrivere per il cinema? Emergency lancia la 2a edizione del bando per sceneggiature di cortometraggi sul tema dei diritti, della pace, della solidarietà e dell’accoglienza, con scadenza per partecipare il 15 gennaio 2020. Per candidarsi vai sul sito. Grazie alla collaborazione con Groelandia, la casa di produzione di Matteo Rovere e Sidney Sibilia, Rai Cinema e Agenzia Italiana per la Cooperazione allo Sviluppo, la sceneggiatura vincitrice diventerà un cortometraggio.

La prima edizione di ‘Una storia per Emergency’ è stata vinta dalla sceneggiatura di Alessandro Padovani che è poi diventata il cortometraggio Ape regina di Nicola Sorcinelli, realizzato in collaborazione tra Emergency, Wildside e RaiCinema. Il corto è stato presentato a Casa Alice alla Festa di Roma presenti il regista, lo sceneggiatore, la presidente di Emergency Rossella Miccio, Carlo Brancaleoni di Rai Cinema, Ludovica Damiani di Wildside e Michela Greco, ideatrice per Emergency del premio, e ha vinto il premio Premiere Film che garantisce la distribuzione nei festival italiani e internazionali per un anno.

Protagonista di Ape regina è Elsa, settant’anni e cinque arnie vuote. Le api se ne sono andate così come suo marito, a cui non perdona di essere morto prima di lei. Solo una nuova ape regina, se accettata, potrebbe far ritornare le api. Una mattina trova nascosto nella rimessa Amin, un ragazzo di sedici anni scappato da un centro per immigrati. La polizia lo sta cercando, lui vuole raggiungere la Finlandia. Elsa decide di dargli ospitalità in cambio di un aiuto con le sue arnie, fino a quando dovrà lasciare andare anche lui.

“Seguo con ammirazione il lavoro di Emergency da molto tempo, fin da bambino. Penso che 'Una storia per Emergency' sia un progetto oggi necessario, come direbbe il mio maestro Gianni Amelio, quando l’empatia sembra essere diventata un difetto, una debolezza - spiega lo sceneggiatore Padovani - Penso che uno degli obiettivi del cinema sia riconnettere le persone alla propria umanità, raccontare gli uomini senza retorica. Anche un cortometraggio, nel suo piccolo, deve avere questa ambizione. Per questo sono voluto partire da un territorio che conosco, essendo nato e cresciuto tra le montagne bellunesi, per raccontare una donna anziana come ne ho viste tante, cresciuta lavorando tra i campi. Questa donna forte e testarda incontra un ragazzo rifugiato e si ritrova a essere sorpresa dall’umanità e dalla natura”.

Per il regista Sorcinelli raccontare questa storia, in questo particolare periodo storico, lo ha riempito di gioia ma anche di grande responsabilità̀. “La sceneggiatura di Alessandro Padovani mi ha subito appassionato. La storia di Elsa e Amin, il loro piccolo e intimo viaggio, la solidarietà̀ ma soprattutto l’indiscriminata accoglienza sono gli elementi che mi hanno coinvolto e che spero di essere riuscito a trasmettere”.

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