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Dopo i lavori di ristrutturazione, il cinema Quattro Fontane è pronto ad accogliere nuovamente il suo pubblico. Già punto di riferimento per il cinema di qualità, una delle sale più amate della città si presenta in una veste completamente rinnovata, aumentando anche il numero delle sale (non più quattro ma cinque, per un totale di 513 posti). Situato in via delle Quattro Fontane 23, nel cuore di Roma, il cinema si trova nel cinquecentesco palazzo Albani del Drago. Negli anni ‘30 uno dei cortili del palazzo fu coperto per ospitare un teatro di varietà, diventato un cinema nel dopoguerra. Numerosi interventi si sono susseguiti nel corso dei decenni. Sotto la guida dell’architetto Pierluigi Celata e di Guido Schlinkert sono state smantellate tutte le sovrastrutture, permettendo così di tornare indietro nel tempo e di recuperare in parte l’aspetto originario dello spazio costruito all’interno del cortile. Per la ricostruzione si è tenuto conto del funzionalismo architettonico della metà del secolo - con lucernari, vetrate e ferro, colonne e travi in calcestruzzo - ed elementi di charme decorativo da teatro del ‘900. Nel rinnovato Quattro Fontane una calibrata ibridazione di stili accoglie d’altra parte lo spettatore fin dal primo atrio, situato all’interno delle mura cinquecentesche del palazzo, dove è stata recuperata una nicchia che da oggi ospita, proveniente dalla Thailandia, un’antica maschera di Ganesha, divinità induista protettrice delle arti, delle lettere e delle imprese, grazie al potere del Dio Elefante di rimuovere tutti gli ostacoli.

Le sale per le proiezioni sono state trasformate per rendere l’esperienza delle visione ancora più immersiva, grazie ai nuovi schermi Harkness Screen, ai proiettori digitali Sony 4K, all’impianto audio Dolby 7.1 in triamplificazione e alle comodissime poltrone, disegnate ad hoc, che citano la mitica lounge chair di Charles e Ray Eames: uno dei capolavori del design del ‘900, legato a filo doppio alla storia del cinema, dal momento che il primo esemplare fu regalato dagli stessi Eames nel 1956 all‘amico regista Billy Wilder.  

Sul pavimento di peperino di entrambi gli atrii sono stati collocati come sedute ciottoli giganti, su cui sedersi e gustare il vino della tenuta della famiglia del Drago, appoggiando il bicchiere su tavolini di ferro ironicamente brutalisti. “Roma è una città con molti problemi ma ricca di eccellenze culturali. È la capitale del cinema anche in termini di biglietti venduti, con quasi 8 milioni di spettatori nel 2018 – dice Andrea Occhipinti, amministratore delegato di Circuito Cinema – Questa città merita delle sale all’altezza della sua storia e della domanda di cinema che viene dal pubblico. L’offerta di intrattenimento che oggi si può avere a casa è enorme, ma c’è un grande pubblico per i film in sala. Oltre a proporre grandi film, cosa che Circuito Cinema fa da sempre, è importante offrire un luogo confortevole, tecnologicamente ineccepibile ed esteticamente appagante. È ciò che abbiamo voluto fare con il Quattro Fontane”.

“Il nuovo Quattro Fontane si inserisce nel processo di rinnovamento delle sale di Circuito Cinema iniziato con il Giulio Cesare e proseguito con Eurcine e King, e che ci ha già dato grandi soddisfazioni - aggiunge Antonio Medici, presidente di Circuito Cinema - Siamo molto felici di poter riaffermare, con questa occasione, l’importanza della sala cinematografica intesa però in una chiave più moderna, sia dal punto di vista della struttura che da quello della proposta di programmazione. La sfida subito raccolta da tutti i soci con il Quattro Fontane è stata quella di portare lo spettatore a vivere l’esperienza del cinema in una maniera nuova e fortemente caratterizzata”.

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