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I  ritmi frenetici che ci siamo autoimposti durante il periodo natalizio contribuiscono ad innalzare i livelli di stress: regali dell’ultima ora, pranzi e cene con amici, colleghi e parenti, appuntamenti per scambiarsi auguri e saluti, prima delle feste natalizie. Anche chi è riuscito a mantenere uno stile di vita equilibrato, negli ultimi giorni dell’anno rischia di mandare in frantumi i sacrifici fatti. Allora cosa fare? Naturalmente la risposta più semplice e scontata è spegnere i telefoni, darsi per dispersi e cominciare a correre come fa Forrest Gump nell’omonimo film del 1994. Quella meno scontata e controversa è fiondarsi sul divano e immergersi proprio nell’atmosfera magica che solo i film sanno creare, ma di magico c’è anche altro. Una recente ricerca condotta da Virginio De Maio e riportata nel libro Filmatrix Discovery –Una nuova scoperta per risvegliare la forza del cuore grazie ai film (www.filmatrix.it) descrive come alcune scene della settima arte possono influenzare direttamente la nostra “coerenza cardiaca” favorendo la ripresa dallo stress, rendendoci più resilienti. Prepariamo coperta e cioccolata calda e immergiamoci nella magia dei film.

Ecco 5  film che Virginio De Maio, autore della ricerca, suggerisce di vedere: La vita è meravigliosa Classico film natalizio in cui diverse scene influenzano la coerenza del nostro cuore. Il protagonista George in gravi difficoltà finanziarie pensa di farla finita proprio la vigilia di Natale. Dopo un progressivo narrare della sua infinita generosità e delle sue sventure, il film ci accompagna tra le lacrime al finale, quando l’amore della comunità per quest’uomo gli restituisce, con gli interessi, tutto il bene che ha fatto, consentendogli di salvare la sua società e trascorrere un Natale meraviglioso con la sua famiglia. L’intenzione altruistica, ovvero il desiderio dello spettatore che il protagonista venga aiutato da “Qualcosa” o “Qualcuno” a superare le sue difficoltà, influenza in maniera diretta la coerenza del cuore. Lo spettatore alla fine del film si trova avvolto in una “chimica dell’amore”, sentendosi subito più rilassato e speranzoso. 

Forrest Gump Film del 1994 diretto da Robert Zemeckis, è stato uno degli oltre 100 film studiati dal team di De Maio. Ma perché influenza la nostra coerenza cardiaca? La prima parte narra le vicende di Forrest, ragazzino con una lieve disabilità mentale e fisica, bullizzato dai coetanei a causa delle sue protesi alle gambe. L’evolversi della sua guarigione spontanea, sospinta dall’orgoglio e dal coraggio, stimola negli spettatori una particolare risonanza. Gli strumenti di biofeedback segnalano una maggiore coerenza durante le scene che lo vedono coinvolto nelle sfide più importanti: dalla corsa ininterrotta, alla costruzione di una flotta di pescherecci.

L’attimo fuggente (Dead Poets Society) Film del 1989 diretto da Peter Weir rimasto nei cuori degli spettatori in quanto rappresenta un inno all’unicità di ognuno di noi in cui Robin Williams interpreta il professore che tutti avremmo voluto avere. Durante gli esperimenti sono diversi i momenti in cui gli strumenti misurano l’ingresso in uno stato di coerenza cardiaca ma, in particolar modo, il momento in cui gli alunni salgono sui banchi per omaggiare il professore che li ha richiamati ad una vita più autentica. Chi di noi, anche solo per puro spirito goliardico, non ha pronunciato al meno una volta l’esortazione “o capitano! Mio capitano”

La vita è bella Nel film del 1997 diretto e interpretato da Roberto Benigni è emblematico  l’abbraccio finale tra Josuè e la madre (Nicoletta Braschi), mentre il piccolo completamente ignaro del sacrificio fatto dal padre grida: abbiamo vinto. A vincere è anche lo spettatore che dopo aver tanto sofferto insieme ai protagonisti vede in quell’abbraccio il ricongiungimento tra madre e figlio. Altra scena particolarmente significativa ai fini dell’influenza sulla coerenza cardiaca è quella durante la quale Guido (Roberto Benigni) approfitta dell’altoparlante rimasto incustodito nel campo di concentramento per far sapere alla moglie che lui e il figlio stanno bene e che la amano.

Interstellar Il film, del 2014 e diretto da Christopher Nolan è stato definito, da buona parte della critica, il lungometraggio più bello degli ultimi 25 anni. A  fargli guadagnare tale merito non sono stati soltanto la sceneggiatura e gli straordinari effetti speciali, ma principalmente l’immedesimazione catartica in cui il pubblico si ritrova nel corso del viaggio. Persino nei giorni successivi alla visione si è potuto monitorare un’incidenza sulla variabilità cardiaca stimolata dall’empatia provata nei confronti del rapporto padre-figlia. Il picco emotivo si raggiunge sul finale, ovvero quando Cooper (Matthew McConaughey) scopre il vero senso della sua missione.

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