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Al via il processo a Harvey Weinstein: il 6 gennaio l'ex produttore accusato di molestie e stupri si presenterà davanti al giudice e alcune delle oltre 80 accusatrici saranno ad attenderlo in aula. Più volte rinviato, il processo al quindicesimo piano della corte di Downtown Manhattan sarà un circo mediatico: oltre 150 reporter hanno chiesto di assistere. Il caso si impernia su due "supertestimoni" - Mimi Haleyi, ex assistente alla produzione alla Weinstein and co. e una seconda donna rimasta anonima - che sono riuscite a superare gli sbarramenti legali interposti all'apertura di un procedimento penale. Accuse contro Weinstein sono state presentate anche a Los Angeles, Londra e Cannes ma la magistratura di New York è la sola finora ad essere riuscita a portare Weinstein in aula. Altre accusatrici stanno finalizzando un patteggiamento milionario. Il caso si è aperto nell'ottobre 2017 quando in simultanea New Yorker e New York Times hanno scoperchiato lo scandalo: dopo Weinstein, a catena, altri potenti uomini nel mondo dello spettacolo tra cui Leslie Moonves, Charlie Rose, Matt Lauer e Brett Ratner, sono stati travolti. Per molte accusatrici l'idea di vedere "l'uomo dell'accappatoio" davanti a una giuria era impensabile quando l'ex capo di Miramax era all'apice del suo potere. Molte si presenteranno in aula per dar forza alle deposizioni di sei testimoni, tra cui l'attrice dei Soprano Annabella Sciorra che accusa l'ex produttore di averla stuprata a New York negli anni '90."La nostra presenza è importante", ha detto Rosanna Arquette che sarà in aula il primo giorno e poi nei giorni della deposizione della Sciorra: "Le vittime di uno stupro vivono con quel trauma per anni. Nel mondo dello spettacolo ci sono anche ripercussioni sulla carriera, inclusa la mia". Dei molti uomini messi alla gogna dal movimento #MeToo, Weinstein è il primo a finire sotto processo penale: l'azione legale contro Bill Cosby precede la storica svolta ispirata dalle accuse contro l'ex produttore e la procura di New York utilizzerà la stessa strategia di testimonianze cumulative usata a Filadelfia per mandare l'ex comico dei Robinson in galera. Intanto, il team di Weinstein è passato all'attacco: "Se non vuoi essere una vittima, non salire nella sua camera d'albergo", ha detto la legale dell'ex capo di Miramax Donna Rotundo alla Abc preannunciando la strategia della difesa in aula: il sesso fu consensuale.

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