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A 30 anni dalla scomparsa di Aldo Fabrizi, il Festival del Cinema Europeo (Lecce - Multisala Massimo, 18-25 aprile) diretto da Alberto La Monica, rende omaggio a una delle figure più carismatiche della cultura e del cinema italiani. Il ricordo di Fabrizi si articola in diversi momenti: il regista e l’attore, con una retrospettiva dei suoi film, una mostra fotografica e un incontro/tavola rotonda dedicato alla sua arte a cui prenderanno parte addetti ai lavori, presieduto dalla nipote Cielo Pessione.

Dal varietà al cinema, alla televisione, definito dai critici americani “a comic genius”, dopo la rappresentazione a Broadway del celebre musical Rugantino di Garinei e Giovannini nel 1964, Fabrizi ha lavorato con i più grandi autori del nostro cinema. Il suo debutto sul grande schermo è del 1942 con Avanti c’è posto di Mario Bonnard. Nel ’45 è Don Pietro in Roma città aperta di Roberto Rossellini. Nel 1950 riceve il Nastro d’Argento per Prima comunione di Alessandro Blasetti riconoscimento che si aggiudicherà anche nel ’75 per C’eravamo tanto amati di Ettore Scola. Al Festival di Cannes viene premiato come co-sceneggiatore di Guardie e ladri uno dei tantissimi film girati assieme a Totò verso il quale Fabrizi ha sempre nutrito un grande affetto e una profonda stima. Ha lavorato in oltre 60 film diretti, per citarne solo alcuni, da Monicelli, Steno, Mattoli, Magni, Bragaglia, Nanni Loy, Franciolini, Pabst, Zampa. Nel 1988 riceve il David di Donatello alla carriera, due anni prima della scomparsa avvenuta a Roma il 2 aprile 1990. 

Nel 1949 esordisce anche dietro la macchina da presa con Emigrantes, cui seguirà Benvenuto Reverendo firmando 9 titoli come regista. Del 1951 è la commedia La famiglia Passaguai che avrà un seguito l’anno successivo con La famiglia Passaguai fa fortuna (nella foto) e del 1957 un toccante e drammatico Il maestro.

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