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Il 7 febbraio 1980 il cinema italiano segna una data particolare, quella dell’uscita in sala di Cannibal Holocaust di Ruggero Deodato, titolo che porta con sé una vicenda che s’estende oltre quella della messa in scena cinematografica.

Nell’esordio fu giudicata uno snuffmovie, poi, con il trascorrere del tempo, è stato riconsiderato come pioniere del genere found footage, i film in stile falso documentario, come Cloverfield e The Blair Witch Project.

"Sperimentare è una delle cose che reputo più fondamentale nel cinema. Quello che mi interessa realmente è mettermi alla prova, tentare qualcosa di nuovo. Forse è anche per questo che ho aspettato tanto per tornare al mondo della giungla e dei cannibali. All'epoca andavamo nella giungla, convivevamo con gli indigeni, mostravamo al pubblico una realtà che non avrebbero mai potuto vedere e comprendere di persona. Oggi invece esistono decine di documentari e film che mostrano la vita e la natura di quei luoghi, e per me il tema aveva perso attrattiva. L'incontro con i ragazzi di Fantastico Studio mi ha offerto l'occasione di tornare a quelle atmosfere, a quei temi, ma tentando qualcosa di nuovo: contaminare il cinema con il mondo dei videogiochi è una nuova sfida, rendere interattiva la storia che raccontiamo apre moltissime nuove possibilità e spero che aiuterà anche ad avvicinare i più giovani al mio universo narrativo", queste le parole del regista per annunciare che, in occasione del quarantesimo anniversario del film, ci sarà un quarto capitolo, Cannibal, ma non cinematografico, bensì un videogioco con grafica horror interattiva.

La regia e la sceneggiatura sono dello stesso Ruggero Deodato, i disegni originali di Solo Macello: il giocatore prende il controllo di diversi personaggi, per rivelare, man mano, i retroscena che li hanno spinti ad una spedizione disperata nelle giungle vergini del Borneo. Fino a scoprire il finale, il tutto disponibile dall’autunno

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