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Il doc Punta Sacra di Francesca Mazzoleni è in concorso a Visions du Réel, festival ‘virtualizzatosi’ in occasione dell’emergenza Coronavirus, rendendo disponibili i suoi film online. Questo in particolare, l’unico italiano della selezione, è disponibile dal 25 aprile al 2 maggio per una platea di 500 accreditati e per la stampa. 

E’ un documentario moderno, con quello stile narrativo alla Sacro GRA – si dice per intendersi, in realtà Mazzoleni sviluppa una visione estremamente personale soprattutto dal punto di vista emozionale - che lo rende fruibile e coinvolgente quanto una fiction. Parla di una comunità, quella che vive nell’ultimo triangolo di spazio abitabile alla foce del Tevere: i suoi abitanti lo chiamano ‘Punta Sacra’. 500 famiglie all’Idroscalo di Ostia, nell’immaginario comune associato tristemente all’omicidio Pasolini.

E il film è a suo modo pasoliniano senza diventare epigono, lo sono i suoi protagonisti, che non recitano ma semplicemente ‘sono’. Lo è il rapper che si ispira ai cantautori cileni che combattevano contro la dittatura, lo sono le madri che discutono bisticciando anche in maniera accesa, dandosi della comunista o della fascista ‘di merda’ (e buon 25 aprile), proprio di Pasolini e di come sia possibile o impossibile distinguere il suo genio dalla propria condotta morale. Ma alla fine della discussione ci tengono a sottolineare che dopotutto si rispettano, perché lì, nella Punta Sacra, tutto converge, e le divisioni non esistono se non in maniera ideale. Lo sono quando vogliono convincere le figlie a evitare una vita da debosciata da bar, ad andare a studiare, al liceo, nonostante questo comporti per loro sofferenza e sacrificio. Lo sono tutti, quando combattono per la vita e per lo spirito, mantenendo alto il morale e la comunicazione attraverso iniziative culturali come trasmissioni radio e celebrazioni festose per Natale e Carnevale. E la macchina da presa diventa sguardo antropologico interno, rendendo partecipi alla pari chi sta davanti e chi sta dietro all’obiettivo. Su tutte le storie, quella di Franca, a capo di una famiglia completamente al femminile,  narratrice e motore delle vicende che rendono vivo quel lembo di terra.

Un racconto fra realismo e proiezioni nell’immaginario, fra nostalgia ed inevitabile pragmatismo.  E un desiderio su tutto: poter continuare a vivere in quel luogo, che per loro è casa. “Perché – dice il giovane rapper – se ci tolgono lo spazio è come se ci togliessero la terra”.

Il tutto accompagnato dalle musiche di Lorenzo Tomio e Teho Teardo che ha composto per il film il brano Cadence féminine , mentre Enrico Minaglia è autore del brano Un 2 di cuori.

Mazzoleni, catanese, classe 1989, diplomata in Regia al Centro Sperimentale di Cinematografia, al lavoro tra Roma e Berlino, nominata ai Nastri D’Argento 2015 per il corto Il Premio, premiata per il miglior corto al Terre di Cinema 16éme Edition du Festival du Nouveau Cinema Italien per Lo so che mi senti, e infine nel 2018 regista di Succede, tratto dal best seller della YuTuber Sofia Viscardi.

La fotografia di Emanuele Pasquet,  il montaggio di Elisabetta Abrami, è una produzione Morel Film in associazione con Patroco Film. La distribuzione internazionale è di True Colours.

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