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Le donne rappresentano solo il 22% di tutti i registi che hanno girato almeno un film europeo tra il 2015 e il 2018, e la quota scende al 19% per le serie tv e i film destinati solo alla televisione e prodotti in quegli stessi anni. La quota femminile sale invece tra gli sceneggiatori. Le donne impegnate nella scrittura sono il 25%, e il 34% per le serie tv e i film destinati solo al piccolo schermo.

Lo rivela l'Osservatorio Europeo dell'Audiovisivo, organo del Consiglio d'Europa, nel rapporto "Donne registe e sceneggiatrici nei film e produzioni audiovisive europee". La ricerca evidenzia che non solo le donne registe e sceneggiatrici sono molte meno degli uomini, ma anche che lo sbilanciamento tra i due sessi aumenta quando si considera il numero di lavori commissionati unicamente a una donna, o a un team composto di sole donne.

La quota di film per il cinema diretti da una donna è il 18%, contro il 72% nel caso degli uomini. Il restante 10% è stato diretto da più registi, ma anche in questo caso i team di soli uomini rappresentano il 60%, quelli di sole donne il 10%, e il 30% è diretto da team misti. Questo squilibrio aumenta per le serie e film per la tv. Nel caso di un solo regista, la quota femminile è del 13%, quella maschile del 78%.

Le sceneggiatrici sono ancora più svantaggiate. Le sceneggiature per il cinema commissionate a una donna sono appena il 12%, contro il 38% affidate a un uomo. Il restante 50% è frutto del lavoro di più sceneggiatori: la quota scritta da gruppi di sole donne è il 6%, quella di soli uomini il 52%. Per le serie e film tv, la divisione del lavoro non cambia. Solo il 10% delle sceneggiature è ideata da una donna, contro il 27% creata da un uomo. Per il restante 63% scritto a più mani, i gruppi di sole donne sono il 7,9%, e quelli di soli uomini il 36,5%.  

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