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Weekend speciale in apertura della 56esima Mostra Internazionale del Nuovo Cinema. Protagonista delle giornate di sabato e domenica, con un tutto esaurito nelle varie location del festival pesarese, è stata Piazza del Popolo che ha ospitato il concerto Luccichini dappertutto e la proiezione del film d’apertura, la versione in 4k di The Blues Brothers, con un intervento di John Landis.

Sabato la commozione per il ricordo di Mirko Bertuccioli, alias Zagor Camillas, scomparso ad aprile a causa del Covid-19, ha serpeggiato per tutte le due ore di concerto. Domenica John Landis, in collegamento da Los Angeles, ha raccontato alcuni aneddoti sulla produzione del film, girato senza un budget prestabilito e arrivato in sala solo 10 mesi dopo aver ricevuto l’incarico. Il regista ha poi espresso grande rispetto per i suoi due protagonisti, Dan Aykroyd e John Belushi, che hanno avuto il coraggio di mettere a disposizione il loro star power per riportare in auge il blues e la musica afroamericana, ricordando come la Universal, nonostante fosse la produttrice, si rifiutò di pubblicare la colonna sonora del film perché pensava che non potesse avere alcun mercato in un periodo in cui spopolava la disco music. Landis ha ribadito l'importanza della visione sul grande schermo ("mi si spezza il cuore a vedere ragazzi che guardano i film sugli smartphone"), ma soprattutto per la sua funzione di aggregatore sociale. Per Landis, maggiore è il numero di persone con le quali si condivide la visione, maggior beneficio ne trarrà il film, soprattutto nel caso di commedie e horror, perché "risate e paura sono contagiose". Il film, per la prima volta in Italia sul grande schermo nella sua versione estesa che aggiunge oltre dieci minuti all’originale, ha suscitato l'entusiasmo del pubblico. 

Lunedì sono state proposte al Teatro Sperimentale le prime quattro opere del concorso. Il lungometraggio Il n’y aura plus de nuit, opera seconda della regista francese Eléonore Weber, a metà strada tra il documentario e la video-arte utilizza le immagini dei droni e dei loro visori termici durante missioni nelle zone di guerra. Su queste immagini potenzialmente di propaganda militare, viene però montata in voice over la narrazione quasi poetica di un pilota-operatore che porta lo spettatore a riflettere sul potere delle immagini e a ripensare il ruolo che il nostro sguardo ha al cinema (e nella realtà). Smarginature (Liberaci dal male) di Gabriele Di Munzio, regista che si muove tra Francia e Italia, è una stratificata opera ambientata nel centro storico di Napoli durante la pandemia, dove la storia di una gravidanza si scontra con il silenzio della città vuota, le immagini del Pacifico sulle coste della Colombia e fedeli che sembrano tornati all’età romana nella loro lotta quotidiana nel trovare luoghi di culto accessibili. Presentato anche O que não se vê del portoghese Paulo Abreu, documentario girato alle Azzorre che utilizza le immagini realizzate per dei sopralluoghi di un film mai finito dalle quali emergono il potere della natura e una complessa riflessione sulla casualità insita nel processo creativo. Tutt’altro che casuale è invece il soggetto del mediometraggio Subject to Review nel quale il regista e fotografo statunitense Theo Anthony analizza l’introduzione dell’occhio di falco (la ‘moviola’ tennistica) arrivando a problematizzare le questioni etiche legate alla tecnologia e alla sua supposta neutralità.

Grande successo per la proiezione in Piazza della nuova opera del maestro d’animazione russa Andrey Khrzhanovsky, regista ormai settantenne ma stilisticamente giovanissimo, come ha dimostrato con The Nose or The Conspiracy of Mavericks, un’opera originale ed eclettica dove mescola tecniche di animazione e di ripresa differenti. Una vera e propria opera-mondo che si avvale del genere del musical (ovviamente animato) per parlare dell’arte e, soprattutto, dei suoi creatori, partendo da Il naso di Gogol, rimaneggiando l’omonima operetta degli anni ’30 e inserendovi una moltitudine di rimandi interni, pittorici e letterari, per un’opera pienamente post-moderna. Grazie alla collaborazione con il portale MyMovies, l’opera è stata visibile in streaming in contemporanea.

L’arena di Rocca Costanza è stata protagonista di due anteprime mondiali: Quarantine Path e Neolovismo. Il primo è il nuovo cortometraggio del regista-antropologo Davide Lomma ed è girato proprio a Pesaro, dove risiede, durante il lockdown quando, insieme alle sue due figlie, scopre una società sempre più lontana dalla natura, la quale è pronta a riconquistare i suoi spazi insieme a tutte le sue creature. Neolovismo è invece una originale commedia sentimentale diretta a quattro mani da Mike Bruce e Susanna della Sala. Quest’ultima ha presentato al pubblico il film, di cui è anche protagonista, dando la chiave di lettura per decodificare questa messa in scena di una crisi matrimoniale di una coppia isolata da tutto e tutti. Girato prima dell’esplosione della pandemia, è un film in qualche modo premonitore nell’intercettare certe dinamiche che tante coppie hanno vissuto negli scorsi mesi. Il film diventa dunque terapia di coppia e, soprattutto, propone un modo originale di superare l’impasse sentimentale attraverso l’invenzione di nuove forme espressive e di una nuova maniera di relazionarsi.  

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