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Portare online il cinema di un secolo fa accompagnato dalla musica nella massima qualità visiva e sonora consentita dallo streaming, mantenere il contatto con il pubblico di sempre ­– gran parte del quale, a causa dei problemi legati alla pandemia, non potrebbe arrivare a Pordenone per la 39esima edizione del festival ­– e cogliere l’opportunità di allargare l’offerta a un nuovo pubblico potenziale. Nel 2020 è questa la sfida delle Giornate del Cinema Muto, che grazie alla collaborazione degli archivi internazionali e insieme al partner MYmovies.it potranno offrire anche in questa 39esima Limited Edition, dal 3 al 10 ottobre, l’emozione delle proiezioni accompagnate dai più quotati musicisti specializzati e un programma che riflette la ricchezza della settima arte: commedie, drammi e diari di viaggio, dai primi inizi del cinema alla sua completa fioritura.

Un programma in cui compaiono nomi celebri come Stan Laurel e Oliver Hardy, G.W. Pabst, Cecil B. DeMille, Mary Pickford, Sessue Hayakawa, insieme a cineasti e interpreti sconosciuti ai più ma che rappresentano il meglio dei primi tre decenni del cinema. Nella giornata di apertura si vedranno il delizioso Penrod and Sam (Usa, 1923) di William Beaudine, un film che fa pensare a Boyhood di Richard Linklater per il suo sguardo nostalgico sull’infanzia e che riesce, sorprendentemente per il periodo, a evitare molti degli stereotipi razziali dell’epoca; e una serie di cortometraggi di viaggio che hanno lo scopo di stimolare il desiderio – brutalmente inibito in questi mesi dall’incubo Covid – di tornare a viaggiare appena sarà possibile farlo in sicurezza, per ripercorrere strade già battute e amate o per esplorare nuovi orizzonti. Il giro del mondo farà tappa, fra gli altri, a New York, Londra, Il Cairo, Ostenda, Bruges, Praga, Cracovia, ma anche a Trieste grazie a un documentario muto degli anni '30 conservato alla Cineteca del Friuli.

Finale all’insegna della comicità e della riscoperta con Laurel o Hardy, una serie di cortometraggi girati fra il 1916 e il 1925, quando la più celebre coppia comica della storia del cinema non si era ancora formata. Prima di Duck Soup del 1927, il loro primo film insieme, Laurel e Hardy avevano già una ragguardevole carriera alle spalle che è stata a lungo oscurata dai trionfi successivi. Presentata in collaborazione con Lobster Films di Parigi e la Library of Congress, la selezione include Detained (1924) e il rullo sopravvissuto di Where Knights Were Cold (1923) con Stan, The Serenade (1916) e The Rent Collector (1921) con Oliver (nel secondo accanto a Larry Semon, noto in Italia come Ridolini), e una regia di Stan Laurel, Moonlight and Noses (1925), in cui ritroviamo la splendida Fay Wray, la diva di King Kong che fu ospite del festival nel 1999.

Alla presentazione on line di sabato 10 ottobre con l'accompagnamento musicale di Neil Brand seguirà la replica dal vivo, con l’accompagnamento della Zerorchestra, domenica 11 ottobre, alle ore 16.30 al Teatro Verdi di Pordenone, nel rispetto delle norme di sicurezza previste. Fra le altre proposte online della settimana, tanti recentissimi restauri e alcune prime assolute: il western A Romance of the Redwoods di Cecil B. DeMille, del 1917, con Mary Pickford; Where Lights are Low (Il principe T’Su, 1921) di Colin Campbell, una delle pochissime pellicole sopravvissute fra quelle interpretate in questo periodo da Sessue Hayakawa, la prima superstar asiatica internazionale la cui fama andò ben oltre il periodo muto (valga per tutti il ruolo del colonnello Saito nel film di David Lean Il ponte sul fiume Kwai, del 1957, che gli valse la candidatura all’Oscar e al Golden Globe); La tempesta in un cranio (1921), divertente film sulla follia (vera o presunta) prodotto, scritto e interpretato da Carlo Campogalliani; l’avvincente dramma cinese Guo Feng (Costumi nazionali, 1935), diretto da Luo Mingyou e Zhu Shilin e magnificamente interpretato da Ruan Lingyu e Li Lili; il film danese Ballettens Datter (1913) diretto da Holger-Madsen, con la grande ballerina Rita Sacchetto, figlia di madre austriaca e di padre veneziano; Abwege (Crisi, 1928) di Georg Wilhelm Pabst con Brigitte Helm (l'androide in Metropolis) nel nuovo restauro del Münchner Filmmuseum; Gli apache di Atene (οι Απάχηδες των Αθηνών, con cui Dimitris Gaziadis nel 1930 anticipava il neorealismo greco; la compilation curata dall’EYE Filmmuseum di Amsterdam in collaborazione con il BFI di Londra, The Brilliant Biograph, con le più antiche immagini girate in Europa (incluse Venezia, Firenze, Roma, Pompei) dagli operatori della Biograph fra il 1897 e il 1902, quando la casa di produzione utilizzava il formato 68mm, in grado di garantire una qualità visiva che sorprende ancora oggi.

Con l’unica eccezione del film greco, con accompagnamento orchestrale registrato, tutta la musica di questa speciale Limited Edition è opera della squadra internazionale dei musicisti delle Giornate del Cinema Muto: Neil Brand, Philip Carli, Stephen Horne, John Sweeney, José María Serralde Ruiz, Daan van den Hurk, Gabriel Thibaudeau, Günter Buchwald e Frank Bockius in duo, Mauro Colombis, Donald Sosin. Dopo ogni sessione cinematografica si potranno approfondire i contenuti dei film visti grazie agli interventi live di storici, critici, archivisti in dialogo con il direttore del festival Jay Weissberg. Altri contenuti speciali includono Masterclass sulla musica di accompagnamento e presentazioni di libri. Saranno annunciati anche i due vincitori dello storico Premio Jean Mitry, arrivato alla 35esima edizione.

Le Giornate del Cinema Muto sono realizzate grazie al sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Ministero per i Beni e le Attività Culturali – Direzione Generale per il Cinema, del Comune di Pordenone, della Camera di Commercio Pordenone-Udine e della Fondazione Friuli. 

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