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Il regista Samuele Rossi, autore del recente Glass Boy, premiato al Poff di Tallin con l’EFCA Award come Miglior Film per Ragazzi e in anteprima italiana al Giffoni Film Festival 2020, lancia un appello. "Le sale cinematografiche sono chiuse. Un tema che dovremmo dibattere apertamente e che invece con il passare dei mesi sembra essere scivolato verso un’accettabile nuova normalità. E’ chiaro che l’emergenza sanitaria sia al di sopra di tutto. Ma, ciò nonostante, colpisce il silenzio, a tratti presente in segmenti rilevanti della nostra industria, che sembra suggerire l’accettazione di un modello dove la sala rappresenti un passaggio secondario o marginale".

Il cineasta desidera stimolare un dibattito su questi temi: "Guardare film in streaming non rappresenta la normalità e non non potrà mai esserlo. Molti importanti registi internazionali sono in prima linea, basti pensare ai recenti interventi di Ken Loach, Denis Villeneuve e Christopher Nolan. Lo streaming consente un ulteriore passaggio nella distribuzione di un prodotto audiovisivo e, in questo momento di emergenza, permette a tutti noi di vedere film che altrimenti non potrebbero essere visti. Ma la sala cinematografica è l’unico spazio dove sia realmente possibile fruire di un film al massimo delle sue potenzialità".

E aggiunge: "La sala cinematografica è l’unico luogo da dove un film possa iniziare il proprio percorso e questo periodo non deve intaccarne il valore, che non è solo artistico o economico, ma ancor di più sociale e culturale. Nella sala avviene la costruzione di una socialità dove l’opera d’arte o il prodotto d’intrattenimento mettono in moto meccanismi di apertura e crescita dalla persona come della collettività.

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