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La Storia umana talvolta riesce a nascondere alcune pagine – per ragioni di opportunità, complessità, semplice oblio – che possono essere grandi come intere terre, e piene di genti. Una di queste storie è racchiusa in Terra promessa, il film documentario di Daniele Tommaso prodotto e distribuito da Istituto Luce-Cinecittà, che nell’occasione del Giorno della Memoria 2021 esce il 27 gennaio on demand sulle piattaforme Apple Tv, iTunes, CG Digital , Google Play, Chili, Vativision con uno straordinario racconto di memoria e avventura.

Il 26 gennaio alle 21 sarà trasmesso in diretta streaming gratuita grazie a CG PREMIERE preceduto da una presentazione in video con il regista Daniele Tommaso e con Saul Meghnagi, Consigliere Ucei - Unione delle Comunità Ebraiche italiane, Coordinatore della commissione Educazione giovani: è possibile prenotarsi per partecipare allo streaming del film da questo indirizzo: www.cgentertainment.it/premiere, previa registrazione e fino ad esaurimento delle disponibilità. La presentazione di Daniele Tommaso e Saul Meghnagi sarà trasmessa in diretta su www.cgentertainment.it/premiere e anche sui canali social di CG Entertainment: Facebook, Youtube, Instagram.                                                                

Il film rievoca l’Aliyah Bet, il grande piano di immigrazione illegale di migliaia di ebrei sfuggiti allo sterminio dei campi di concentramento, che tra il 1945 e il 1948 partirono clandestini alla volta della Palestina, o come preferivano chiamarla ‘Eretz Israel’. Persone che avevano perso tutto quello che avevano prima: cittadinanza, case, beni, e affetti, sequestrati, occupati e uccisi dalla macchina nazista, e che in Israele avrebbero potuto cominciare una nuova vita. Migliaia di loro partirono dall’Italia, e fu grazie all’aiuto di tantissimi cittadini italiani se le imbarcazioni piccole e grandi che li portavano, poterono partire dai nostri porti, sfuggendo al controllo dei britannici che non consentivano ingressi nei territori sotto il loro mandato. Una complicità in clandestinità che riscattò in quel momento la vergogna delle leggi razziali promulgate sotto il fascismo, e che oggi a molti cittadini in Israele fa ricordare gli italiani come fratelli, e la nostra accoglienza come straordinaria.

Un’epopea, ricchissima e ramificata, con dentro un fitto intrigo internazionale, delle storiche fibrillazioni diplomatiche, e un mare di racconti di umanità, rischiose solidarietà, stratagemmi, svolte, incontri sorprendenti. Un clamoroso romanzo storico, che coinvolse stati e popoli, e che ha per protagonisti un uomo e una donna, il polacco Yehuda Arazi e l’italiana Ada Sereni.

Una grande storia che vive nel film di tante testimonianze, a partire dai discendenti di Arazi e Sereni; di straordinari materiali d’archivio internazionali, filmici e fotografici; e di viaggi nei luoghi delle incredibili accoglienze riservate ai profughi in Italia. Come Selvino, la colonia per bambini dove i più piccoli poterono iniziare a ricomporre un percorso psicologico devastato dalla Shoah, o Fano, o le cittadine dal Piemonte alla Puglia che accolsero centinaia di famiglie. Il porto di La Spezia, cornice di una autentica guerra diplomatica tra Italia, Gran Bretagna, Mossad, Nazioni Unite. Addirittura dentro Cinecittà, all’interno dei cui Teatri furono accolti i rifugiati. I tantissimi campi e dimore dove i sopravvissuti poterono tornare ad avere delle occupazioni, a incontrarsi in pace, a produrre nuovamente cultura, scambio e bellezza. Una storia clamorosa che ci dice però molto sul nostro oggi. Sulle sfide dell’accoglienza, dell’integrazione e della convivenza umana. Una memoria viva per il presente.

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