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Un appello arriva dal mondo del teatro, del cinema, della cultura per la riapertura delle sale. Dalla regista Cristina Comencini agli attori Paola Minaccioni, Marco Giallini e Giorgio Panariello. "Io penso che sia una follia. Penso che malgrado tutto ci sia, per i teatri che per i cinema, la possibilità di regolare molto bene il contingentamento delle presenze. Il pubblico può essere dimezzato, si tiene la mascherina, durante il film non si parla", dice all'Adnkronos la regista Cristina Comencini.

"La cultura da noi è all'ultimo posto. Vittorio Mezzogiorno diceva che dobbiamo più a Fellini e a Mastroianni che a tutte le agenzie di viaggio se la nostra economia turistica si è così ingrandita", concorda l'attore Marco Giallini. Al quale fa eco Giorgio Panariello: "Restiamo chiusi, mentre in alcuni posti intanto si fanno feste, come in certi alberghi. È più pericoloso andare a bere un aperitivo che andare a vedere uno spettacolo teatrale. Per noi del teatro e della tv è stato uno shock lavorare senza il pubblico. E' triste fare una battuta e non sentire nessuno che ride". Dello stesso avviso è l'attrice Paola Minaccioni. "Bisogna riaprire le sale, riattivare il teatro nel modo ora possibile ed impegnarsi al massimo per trovare le modalità per farlo. Un anno è davvero troppo e la situazione è gravissima", dice l'attrice.

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