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Due candidature per La vita davanti a sé (The Life ahead): il film di Edoardo Ponti ai Golden Globe gareggerà come miglior film in lingua straniera e per la canzone originale, mentre l'attesa nomination alla protagonista Sophia Loren non è arrivata. Laura Pausini è candidata appunto con il brano Io sì/Seen, original song del film targato Netflix, frutto della collaborazione della cantante italiana con Diane Warren e Niccolò Agliardi. 

"Ogni traguardo che conquista Io si/Seen è per me sempre una grande emozione, una scossa dritta al cuore. Ricordo la prima volta che ho sentito il pezzo quando Diane me l'ha proposto. Ho sentito una connessione con quelle note, un legame immediato che quando scatta ti fa capire che sta succedendo qualcosa di speciale", ha detto l'artista - che già annovera nel suo palmarès, tra gli altri, un Grammy Award e quattro Latin Grammy Awards, oltre alla recentissima vittoria dell'Hollywood Music in Media Awards proprio per il brano Io sì/Seen. "Ho creduto fin da subito in questo brano - continua l'artista - in questo film e nel messaggio che entrambi portano e ho voluto lavorare personalmente al testo in italiano insieme a Niccolò Agliardi per trasmetterne integralmente lo spirito. Ottenere oggi una nomination ai Golden Globes come Miglior canzone originale è un'emozione per me indescrivibile e ancora una volta un onore poter rappresentare l'Italia nel mondo. Ringrazio Diane Warren, Edoardo Ponti e Bonnie Greenberg per aver reso possibile tutto ciò". 

Come miglior film in lingua straniera è candidato anche Deux dell'italiano Filippo Meneghetti (Francia), che in Italia sarà distribuito da Teodora. Come pure Un altro giro di Thomas Vinterberg, il messicano La llorona e Minari (Corea del Sud). 

La cerimonia di premiazione è fissata per il prossimo 28 febbraio a Los Angeles. 

The Father, Mank, Nomadland, Promising Young Woman, The Trial of the Chicago 7 sono i film candidati nella categoria miglior dramma. Lo hanno annunciato in diretta sula NBC e online Sarah Jessica Parker e Taraj Henson. Maria Bakalova, l'attrice bulgara di Borat Subsequent Moviefilm è tra le candidate nella categoria performance in un film comico o musical. Con lei Kate Hudson (Music), Michelle Pfeiffer (French Exit), Rosamund Pike (I Care A Lot) e Anya Taylor-Joy (Emma). 

Tre le registe nominate, un vero record nella storia del premio: Regina King per One Night in MiamiChloé Zhao per Nomadland e Emerald Fennell (Promising Young Woman), che se la dovranno vedere con Aaron Sorkin (The Trial of the Chicago 7) e David Fincher per Mank.

Miglior attore di un film drammatico: Riz Ahmed (Sound of Metal), candidatura postuma per l'attore afroamericano Chadwick Boseman da poco scomparso (Ma Rainey's Black Bottom), gli altri contendenti sono Anthony Hopkins (The Father), Gary Oldman (Mank), Tahar Rahim (The Mauritanian). Miglior attore in musical o commedia: Sacha Baron Cohen (Borat Subsequent Moviefilm), James Corden (The Prom), Lin-Manuel Miranda (Hamilton), Dev Patel (The Personal History of David Copperfield), Andy Samberg (Palm Springs). Miglior attrice drammatica: Viola Davis (Ma Rainey's Black Bottom), Andra Day (The United States vs. Billie Holiday), Vanessa Kirby (Pieces of a Woman), Frances McDormand (Nomadland), Carey Mulligan (Promising Young Woman).

Guida la classifica delle nomination Mank di David Fincher sull'epoca d'oro di Hollywood e la creazione di Quarto Potere, che ha sei candidature. Prodotto da Netflix e girato in bianco e nero, ha battuto di una nomination un altro film Netflix, The Trial of the Chicago 7. The Crown, sempre di Netflix, ha ottenuto sei nomination in totale per la categoria serie tv, tra cui "Best Drama" e miglior attrice (Olivia Colman). L'ultima stagione di Schitt's Creek, che aveva fatto piazza pulita agli Emmy, segue con cinque candidature, mentre The Undoing di Hbo e Ozark di Netflix ne hanno ottenute quattro ciascuna.

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