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Nell'aprile 2011, secondo l'impianto accusatorio, diedero inizio all'occupazione dell'immobile dell'ex Cinema Palazzo, nel quartiere San Lorenzo a Roma per protestare contro la destinazione della struttura a sala giochi. Per questa vicenda, a distanza di dieci anni dai fatti, sono stati assolti l'attrice Sabina Guzzanti ed altre 11 persone, finite sotto processo a Roma con l'accusa di invasione arbitraria di terreni o edifici altrui. Il giudice monocratico della Capitale ha fatto cadere le accuse per tutti con la formula "per non avere commesso il fatto". Oltre alla Guzzanti erano imputati anche l'ex deputato del Pd, Marco Miccoli, l'ex consigliere capitolino di Sel, Andrea Alzetta e Nunzio D'Erme, leader storico dei centri sociali romani. Nei loro confronti la Procura aveva sollecitato una condanna a sei mesi di reclusione. Alla lettura della sentenza la Guzzanti ha alzato le braccia in segno di vittoria. "Son felice, siamo stati nove anni sotto processo, senza una prova - ha commentato l'attrice - Non è stato uno stress da poco e non è giusto. Era chiaro a tutti che c'era stata una sollevazione popolare, di quartiere".

Gli imputati erano accusati di avere "in concorso tra di loro, in esecuzione di un medesimo disegno criminoso - è detto nel capo d'imputazione - arbitrariamente invaso al fine di occuparlo lo stabile sito in Roma in piazza dei Sanniti".

L'indagine della Procura era partita da una denuncia avanzata dalla Camene Spa, la società che aveva preso in affitto l'immobile. "La sentenza di oggi conferma quello che abbiamo sempre sostenuto - spiega l'avvocato Francesco Romeo, difensore di Guzzanti e di Alzetta -, ovvero l'estraneità dei miei assistiti e di tutti gli imputati rispetto all'accusa di invasione e occupazione del Cinema Palazzo". La mattina del 15 aprile 2011, secondo l'impianto accusatorio, un gruppo di circa 15 persone, composto anche da studenti e attivisti, si è introdotto nella struttura costringendo gli operai a lasciare l'edificio. Il blitz, partito come azione estemporanea di protesta per "esprimere il dissenso alla destinazione d'uso dell'ex cinema - come scriveva il gip nell'atto in cui chiese il sequestro della struttura - si è protratta nel tempo trasformandosi in una occupazione". Nel novembre scorso si è proceduto allo sgombero dell'immobile. Il 28 gennaio 2021 la sindaca Virginia Raggi ha effettuato un sopralluogo annunciando, in quella occasione, che la struttura verrà "convertita a utilizzo pubblico". "Ci vorrà un po' di tempo perché ci sono norme che dobbiamo rispettare - ha aggiunto Raggi -. Sono soldi pubblici e dobbiamo avere un soggetto terzo, in questo caso l'Agenzia del Demanio, che ci dica che il prezzo che concordiamo con la proprietà è congruo". "Una volta ottenuta la delibera di interesse pubblico e avuto il prezzo congruo lo acquistiamo e si può tranquillamente gestire per le finalità pubbliche: il Cinema Palazzo deve tornare al più presto a disposizione del territorio e della comunità".  

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