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Servono, responsabilità inclusiva, da parte di tutti i soggetti che a vario titolo operano sul web, ed approcci ed obblighi adeguati, come il KYBC - Know Your Business Customer, per contrastare in modo diretto ed efficace il fenomeno della pirateria digitale. È questa la sintesi di una lettera appello inviata da 80 tra associazioni ed aziende rappresentanti dell’industria culturale ed audiovisiva italiana ed internazionale ai membri del Consiglio e del Parlamento Europeo.

In particolare la missiva inviata a Bruxelles pone l’attenzione sul fatto che nel Digital Services Act (DSA), lo strumento del KYBC - Know Your Business Customer - che attraverso un reale tracciamento alla fonte di informazioni utili ad indentificare il business del richiedente ed evitando il proliferare di gruppi criminali che lucrano violando la legge risulta efficace per combattere l’anonimato di chi opera illegalmente sul web - possa essere esteso a tutti gli intermediari, e non solo verso chi opera sui marketplace online come invece proposto nell’articolo 22 dalla Commissione UE.

Secondo gli ultimi dati legati alla pirateria in Italia, rilevati da Ipsos per FAPAV, la Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali, emerge chiaramente come gli italiani dalle proprie abitazioni abbiano compiuto nell’ultimo anno, complice il lockdown, molti atti illeciti per fruire di film, serie, programmi ed eventi live anche sportivi. Complessivamente si stima che gli atti di pirateria durante il lockdown della scorsa primavera siano stati 243 milioni contro i 69 milioni di un bimestre medio riferito al 2019.

“Riteniamo - spiega Federico Bagnoli Rossi, Segretario Generale della FAPAV - che mantenere aperto il confronto con le Istituzioni Europee sul tema della lotta alla pirateria sia fondamentale soprattutto in questo momento in cui si stanno definendo gli aspetti legati al Digital Services Act. Gli appelli inviati a Parlamento e Consiglio Europeo, che abbiamo firmato assieme a numerosi ed importanti rappresentanti e stakeholder dell’industria culturale ed audiovisiva italiana ed internazionale, rappresentano una voce univoca rispetto ad un approccio concreto ed efficace, di visione e di azione, nel contrasto all’illegalità in rete, con un coinvolgimento attivo nelle attività di contrasto da parte di tutti gli intermediari che operano a vario titolo sul web”. 

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