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Ha lo stesso titolo della canzone di Franco Battiato, Stranizza d'amuri, l’esordio alla regia di Beppe Fiorello che inizierà le riprese alla fine dell'estate. Il film è liberamente ispirato ad un fatto di cronaca avvenuto nell'autunno del 1980 in una cittadina siciliana: il delitto di Giarre di matrice omofoba. La storia è quella dei giovanissimi Giorgio Giammona, di 25 anni, e Antonio Galatola, 15 anni, uccisi perché si amavano con un colpo di pistola alla testa e lasciati morire mentre si tenevano per mano, così come sono stati ritrovati il 31 ottobre del 1980. In una prima battuta si era costituito il 13enne Francesco Messina che poi ritrattò, di fatto non fu mai identificato un colpevole. Sull’onda dei fatti di Giarre si costituì il primo collettivo del Fuori! (Fronte Unitario Omosessuale Rivoluzionario Italiano) della Sicilia orientale e un mese dopo a Palermo venne fondato l'Arcigay.

"Ho aspettato molti anni prima di decidere, ho sempre avuto rispetto e timore per un mestiere così complicato, difficile e sono molto emozionato - ha dichiarato Beppe Fiorello - soprattutto per la storia che ho deciso di raccontare. Da anni seguo con interesse un delitto accaduto in provincia di Catania alla fine degli anni '70 e per anni ho pensato che quella storia di un amore senza tempo, mai consumato e per sempre ricordato dovesse diventare un racconto. Mi sono affidato alla mia immaginazione per restituire al pubblico la memoria di quei due ragazzi che hanno pagato un prezzo troppo alto per essersi amati".

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